Alitalia, non si fa cassa con i diritti dei lavoratori

4500
Alitalia, non si fa cassa con i diritti dei lavoratori

di Lidia Undiemi* - Fatto Quotidiano


E’ incredibile che, in virtù di un rifiuto democratico, un gruppo di lavoratori venga additato come responsabile del fallimento di una compagnia dopo essere stato periodicamente chiamato ad accettare accordi al ribasso. Adesso tocca ai dipendenti Alitalia che hanno detto “no” all’accordo che prevede ulteriori tagli al personale e agli stipendi.



Figuriamoci se ci si disturba di accendere i riflettori su chi quell’impresa l’ha diretta sino ad oggi. Già, perché in Italia ogni volta che c’è da gestire politicamente una grande crisi aziendale l’obiettivo da raggiungere è quello della riduzione gli stipendi e dei diritti dei lavoratori, senza alcuna importante riflessione (cui dovrebbero seguire altrettante importanti azioni) sui problemi strutturali del nostro sistema economico e finanziario, nonché sulle responsabilità del management.


Da molti anni, ormai, non si fa altro che formulare accordi al ribasso che colpiscono il reddito da lavoro.


E’ il caso di ricordare che non sono di certo i lavoratori a dirigere una impresa, i dipendenti sono eterodiretti, quindi subiscono le scelte direttive altrui. Spetta all’imprenditore decidere come produrre profitto, e tal fine esercita il potere di direzione dell’impresa controbilanciato dall’assunzione del rischio sui risultati prodotti.


Chi ha guidato concretamente sino ad oggi la compagnia Alitalia? Cosa non ha funzionato nella gestione dell’impresa? Questo sembra non interessare al governo chiamato a gestire la crisi: la colpa è dei lavoratori che non hanno firmato l’accordo, punto. “Rammarico e sconcerto per l’esito del referendum… che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia”, hanno dichiarato congiuntamente il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.


Pare di capire che per tali ministri la colpa delle grandi crisi della compagnia che si sono succedute negli ultimi anni – e gestite con la lunga mano della politica – non sono rilevanti per comprendere le attuali difficoltà. Chi se ne frega, poi, di tutte le rinunce dei lavoratori e dei tagli al personale realizzati per gestire i disastri precedenti che non posso di certo considerarsi risolti. Questo dovrebbe destare sconcerto, non certamente le proteste dei lavoratori.


I dipendenti Alitalia, così come altri prima di loro, hanno lanciato un forte allarme contro l’idea, tutta politica, che l’Italia possa continuare a restare a galla facendo cassa con i diritti dei lavoratori.


* Pubblichiamo su gentile concessione dell'Autrice

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti