Anche l’Arabia Saudita pronta al nucleare?
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Un’analisi condotta dall’Insitute for Defence Studies and Analyses di New Delhi rivela che l’Arabia Saudita sarebbe pronta, in caso di necessità, ad attrezzarsi per il nucleare. Secondo l’istituto infatti, esisterebbe – già da diverso tempo – una sorta di “connessione” saudito-pakistana per fornire a Ryiad, qualora quest’ultima ne facesse richiesta, il know-how necessario per procurarsi un armamento nucleare, per di più nel minor tempo possibile.
Non pare un caso, a questo punto, che la possibilità sia emersa recentemente, proprio nelle settimane successive alla riapertura dei negoziati sul nucleare per quanto riguarda l’Iran da parte degli Stati Uniti e dell’UE. Non è neanche un caso che la dinastia saudita, dopo la perdita di potere avvenuta negli ultimi anni proprio dell’Iran, miri ad un controllo più ampio della regione mediorientale. I presupposti al momento ci sono, e l’eventuale deterrente nucleare non farebbe che dare maggior risalto alla tesi. Inoltre, l’abbandono – o meglio, il ridimensionamento del controllo – della regione da parte degli Stati Uniti dopo il ripiegamento dall’Iraq nel 2011 e quello (seppur parziale) dall’Afghanistan, fa sì che l’Arabia Saudita abbia maggior possibilità di azione.
I sauditi, tradizionalmente, sono stati tra i maggiori oppositori del nucleare sin dagli anni '70, e hanno sempre affermato che era nell’interesse di tutti gli Stati, Israele e Iran compresi, abbandonare le loro armi. Ma a quanto pare i recenti sviluppi in Medio Oriente hanno aumentato l’insicurezza e il timore in certi ambienti sauditi particolarmente potenti. A partire dalle politiche di riconciliazione che l’Occidente e gli Stati Uniti stanno tentando di portare avanti in Siria e nei confronti dell’Iran. Da qui parte l'ipotesi di un possibile asse saudita con il Pakistan, e forse anche con l’Egitto, il cui governo militare ha recentemente ricevuto il benestare proprio da parte dell’Arabia.
Solo un'eventualità? Forse, ma non troppo. Anche perché il governo di Islamabad non ha mai negato contatti, più o meno intensi, con la monarchia saudita. Molto dipenderà, come spesso capita, anche e soprattutto dal comportamento dell’Iran, da sempre chiave di volta mediorientale.

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