Arrestato in Germania l'ex presidente catalano Carles Puigdemont
Puidgemont era entrato in Germania dopo aver lasciato la Finlandia lo scorso venerdì, quando secondo indiscrezioni giornalistiche la polizia era pronta a fermarlo per avviare il processo di estradizione richiesto dalla Spagna
Si complica una situazione già indubbiamente ingarbugliata e che per adesso sembra in una fase di stallo. Il riferimento è all’indipendenza che reclama la Catalogna, con il governo di Madrid deciso ad opporsi. Quest’oggi è stato infatti arrestato in Germania il leader catalano Carles Puigdemont, in esilio volontario dalla Spagna, dove rischia fino a 25 anni di carcere per aver organizzato un referendum ritenuto illegale dal governo di Madrid sulla secessione.
Puidgemont era entrato in Germania dopo aver lasciato la Finlandia lo scorso venerdì, quando secondo indiscrezioni giornalistiche la polizia era pronta a fermarlo per avviare il processo di estradizione richiesto dalla Spagna.
La detenzione rischia di peggiorare la crisi catalana che si è scatenata lo scorso anno quando la regione ha fatto una dichiarazione simbolica di indipendenza, spingendo Madrid a prendere il governo diretto della Catalogna.
La polizia tedesca ha dichiarato di aver arrestato Puigdemont nello Stato settentrionale dello Schleswig-Holstein sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dalla Spagna.
Il National Bureau of Investigation (NBI) della Finlandia ha confermato sabato di aver ricevuto un mandato di cattura europeo per "un cittadino spagnolo in visita in Finlandia”, secondo quanto dichiarato da Hannu Kautta, ispettore criminale dell'NBI.
L'ex presidente regionale catalano era al momento della sua detenzione diretto in Belgio, secondo il portavoce di Puigdemont Joan Maria Pique. "Il presidente stava andando in Belgio per mettersi, come sempre, a disposizione della giustizia belga", ha detto Pique a Reuters.
Puigdemont è ricercato dalla Spagna con l'accusa di "ribellione" e "sedizione". Nella giornata di venerdì, la Spagna ha emesso più mandati di arresto internazionali per altri cinque separatisti, tra cui quattro ex ministri che si trovano in Belgio.

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