Bloomberg: alcuni grandi paesi dell'UE non supportano le sanzioni contro la Russia

1917
Bloomberg: alcuni grandi paesi dell'UE non supportano le sanzioni contro la Russia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Alcuni grandi stati dell'Unione Europea si oppongono all'introduzione di nuove sanzioni anti-russe dietro il pretesto di un presunto attacco imminente all'Ucraina, scrive Bloomberg.

"Germania, Francia, Italia e Spagna ora vogliono concentrarsi sui negoziati con Mosca prima che vengano delineati i dettagli di dolorose restrizioni economiche (in caso di una presunta "invasione" della Russia)", si legge nell'articolo.

Allo stesso tempo, però, altri Paesi europei ritengono che sostenere l'idea di nuove misure "aiuterà a contenere più efficacemente" la Russia. 

L'agenzia statunitense osserva che una tale divisione di opinioni a Bruxelles rappresenta una minaccia per l'opposizione degli Stati Uniti e dei suoi alleati a Mosca. Alcuni membri dell'UE non condividono affatto la convinzione di Washington che le autorità russe stiano pianificando un'escalation e credono che il denunciato l'accumulo di forze sia utilizzato come "tattica di pressione".

In occidente negli ultimi tempi si è spesso portata avanti la narrazione che vuole una Russia decisa a “invadere” l’Ucraina. Mosca viene accusata di accumulare truppe e attrezzature militari al confine con lo Stato vicino. In risposta, il Cremlino sottolinea che Mosca non minaccia nessuno e non intende attaccare nessuno, ma muove le Forze Armate all’interno del proprio territorio a sua discrezione.

Il 7 dicembre scorso, i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Joe Biden, hanno parlato in collegamento video. Come riportato dalla Casa Bianca, il leader statunitense ha espresso preoccupazione per la situazione riguardante l’Ucraina e ha chiesto una soluzione diplomatica, avvertendo di una risposta collettiva dell'Occidente in caso di escalation.

Putin, a sua volta, ha attirato l'attenzione del suo omologo sul fatto che Kiev non sta rispettando gli accordi di Minsk, sabotandoli. Inoltre, il leader russo ha segnato le linee rosse: l'ulteriore avanzamento della NATO verso est e il dispiegamento di armi offensive sul territorio ucraino e nei paesi adiacenti alla Russia.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti