Caso koni2012, il Premier ugandese: non siamo in guerra.
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Il video Kony 2012, che voleva far luce sulle atrocità compiute in Uganda dai miliziani dell’Esercito di Resistenza del Signore guidato da Joseph Kony, si è trascinato dietro diverse ombre, suscitando reazioni contrastanti in tutto il mondo. “Penso che il messaggio del video sia che i giovani americani sono in grado di cambiare la storia – spiega sorridendo Emira Woods dell’istituto per gli Studi politici di Washington – E penso che non faccia comprendere un aspetto fondamentale per gli africani e le persone in tutto il mondo nel 21esimo secolo: bisogna cambiare il proprio destino con le proprie mani”.
Il premier Amama Mbabazi sottolinea che l'Uganda, dove ufficialmente il video è stato comunque apprezzato, non è più in guerra. “Il video offre un quadro incompleto – dice il primo ministro – Chi lo guarda si sente dire che Kony è ancora in Uganda e sembra di capire che l’Uganda sia ancora in conflitto ma, naturalmente, tutti sappiamo che questo non è vero”. Koni rimane un ricercato per crimini contro l'umanità già dal 2005 quando è stato incriminato dalla Corte penale internazionale. La proiezione del video è stata sospesa in tutta l'Uganda con la motivazione ufficiale del rispetto nei confronti delle vittime.

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