Con la repressione in Olanda crollano subito le fake news su Navalny

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Con la repressione in Olanda crollano subito le fake news su Navalny

Partiamo dalla premessa che le proteste di ieri in Olanda, i media mainstream in Italia, come all'estero, saranno bollate come quelle organizzate da facinorosi fascisti, no vax, negazionisti. Non sono di certo i manifestanti di Hong Kong, i guarimberos venezuelani, o pro Navalvy in Russia, questa è gente democratica. Sinceramente democratica.

A parte il sarcasmo, le scene delle repressione della polizia olandese sono spaventose, qui un esempio.

 

 

La rabbia degli olandesi non può essere certo racchiusa nelle misure anti lockdown.

Troppo semplice. L'Olanda del "frugale" Mark Rutte, dimessosi dal suo incarico di capo di governo da 10 giorni, vive da tempo 2 scandali, entrambi deplorevoli, che sono stati trattati tratti in maniera diverse dai nostri media.

L'ultimo, ha portato alle dimissioni di Rutte, ovvero l'aver costretto migliaia di famiglie a restituire i sussidi, accusate ingiustamente di non aver il diritto a riceverli.

Da 2 anni però un altro scandalo aleggiava sul governo olandese, completamente oscurato dai nostri media. Parliamo dei fondi che l'Olanda destinava per comprare veicoli e computer per l'"opposizione" in Siria, altri autentici democratici come il Fronte del Levante e il Jaysh al-Nasr, vere e proprie organizzazioni terroristiche. Questi "aiuti" si è scoperto che venivano adoperati in modo poco umanitario. Infatti, i veicoli erano  usati come mezzi da combattimento, mentre le attrezzature informatiche per individuare i bersagli dell'esercito siriano.

Nell'inchiesta delle Televisione olandese e della Radio Broadcasting Corporation (NOS) e del giornale Trouw, emerse che l'Olanda aveva stanziato ben 80 milioni di euro per la "polizia siriana libera" e il sedicente gruppo umanitario dei 'caschi bianchi'.

Lo scorso dicembre Rutte ammise di aver ostacolato le indagini sulla somministrazione di questi fondi alle organizzazioni terroristiche in Siria.

Ora, le nuove misure restringenti per contenere il Covid-19, e le susseguenti non sono state altro che l'epilogo di una situazione insostenibile che non riguarda solo l'Olanda, ben inteso.

 

 

 

Nei paesi dell'UE i governi continuano a chiedere sacrifici di ogni genere, mentre le carenze nella gestione della pandemia sono sotto gli occhi di tutti e le misure economiche adottate non sono sufficienti.

In Olanda, insomma, era tanto il fuoco che covava sotto la cenere. 

I governi ed i loro reggicoda mediatici non potranno ancora usare i bollini di "No Vax", "Fascisti", "Sovranisti" a chi è ormai allo stremo di una situazione economica insostenibile. In Olanda, come in altri paesi occidentali, saranno sempre di più coloro che non vogliono pagare la crisi creata, non dal Covid-19, ma dal liberismo.

Francesco Guadagni

Francesco Guadagni

 

Nato nell'anno di grazia 1979. Capolavoro e mancato. Metà osco, metà vesuviano. Marxista fumolentista. S.S.C.Napoli la mia malattia. Pochi pregi, tanti difetti, fra i quali: Laurea in Lettere Moderne, Iscrizione all'Albo giornalisti pubblicisti della Campania dal 2010. Per molti anni mi sono occupato di relazioni sindacali, coprendo le vertenze di aziende multinazionali quali Fiat e di Leonardo Finmeccanica. Impegno di militanza politica, divenata passione, è il Medio Oriente. Per LAD Gruppo Editoriale ho pubblicato il libro 'Passione Pasolini - Un Viaggio con David Grieco', prefazione di Paolo Desogus. 

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