Costruire il futuro a Gaza: La sfida della scuola di Al-Daraj

Nuove testimonianze esclusive dalla Striscia a Radio Gaza: “La Resistenza è sotto pressione a causa di fame, bombardamenti ed omicidi”

368
Costruire il futuro a Gaza: La sfida della scuola di Al-Daraj

 

di Michelangelo Severgnini

 

Guarda la puntata di Radio Gaza numero 32

Clicca qui per le donazioni alla campagna “Apocalisse Gaza”: 

oppure

Conto corrente temporaneo per le donazioni: SANDALIA ONLUS ATTIVITA' DI ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SOLI

IBAN: IT 79 J 01015 86510 000065016676 - BIC: BPMOIT22 XXX - Causale: Apocalisse Gaza

 

------

Radio Gaza - cronache dalla Resistenza

Una trasmissione di Michelangelo Severgnini e della redazione locale palestinese a Gaza

In contatto diretto con la popolazione di Gaza che resiste e che ha qualcosa da dire al mondo.

Episodio numero 31 - 2 aprile 2026

 

La campagna “Apocalisse Gaza” raggiunge oggi il suo 294° giorno, avendo raccolto 167.705 € da 1.837 donazioni e inviato già a Gaza 166.910 € in valuta.

 

In questi ultimi giorni siamo andati vicini alla fine del mondo. Abbiamo sentito il presidente statunitense minacciare una civiltà di sterminio, di genocidio. Molti a Gaza ci hanno creduto e ci credono. “Se l’hanno fatto a noi, lo possono fare anche con l’Iran”. 

Poi si è fermato tutto. L’Apocalisse è stata rinviata. Fare la conta di chi ha perso di più in questa guerra è impossibile al momento, è prematuro. 

Anche perché la guerra è in corso. I negoziati a Islamabad cominceranno questo venerdì.

Comunque vada non è vero che le parole volano, come dicevano i Latini. Qualche volta le parole restano. Come quelle pronunciate da Trump: “Stasera un'intera civiltà scomparirà per sempre. Non vorrei che ciò accadesse, ma probabilmente succederà”. Neanche per scherzo. L’Iran no sarà un nuovo Giappone, nessuna civiltà scomparirà e il mondo dovrà imparare a vivere in armonia, da qui in avanti, estromettendo i pazzi criminali.

Ed ora, in questi giorni, ad un passo dall’Apocalisse, che sta sorgendo un piccola scuola a Gaza. Ne abbiamo parlato nelle puntate scorse.

I lavori per allestire la tenda da campo dove avranno luogo le lezioni sono in corso.

Saranno 100 i bambini compresi tra i 6 e i 12 anni che usufruiranno di questo luogo.

L’associazione italiana Zip Onlus ha finora coperto i costi del mero allestimento, ma abbiamo bisogno del vostro sostegno per completare l’acquisto dell’arredo e degli strumenti didattici.

Sarebbe bello, molto bello, se qualche scuola nel mondo volesse stabilire un gemellaggio, potendo così contribuire con una piccola somma mensile alla continuazione di questo progetto.

Ci rivolgiamo a tutti. Questo è un percorso diretto. Siamo in contatto con i beneficiare. Una piccola donazione qui e ora, si trasforma in tempo istantaneo in un pezzo della scuola che sta prendendo forma a Gaza sotto i nostri occhi.

Se il mondo tutt’intorno cade a pezzi, questa scuola deve essere un angolo sicuro per i bambini del quartiere di Al-Daraj, a Gaza Città.

 

<<Ciao a tutti, sono Amjad da Gaza. Vi parlo direttamente dal cuore del cantiere della scuola italiana, ragazzi. Oggi non stiamo solo montando una tenda e posando le travi: stiamo costruendo il futuro dei nostri figli, che sono stati privati di tutto. Quando guardate negli occhi dei nostri bambini, vedrete che sono pieni di ansia e desiderio per il giorno in cui potranno tornare a la penna e il libro e si siederanno sui banchi di scuola. Oggi mi rivolgo a chiunque abbia un briciolo d'amore per la scienza e per Gaza. Abbiamo solo bisogno del vostro sostegno per portare a termine questo percorso. Il vostro sostegno ci permette di andare avanti. Ogni sforzo e ogni sostegno rappresentano una nuova speranza per un'intera generazione. Gaza e i suoi bambini meritano molto da noi e, insieme e con il vostro sostegno, dimostreremo che il nostro popolo non si piega e ama la scienza. Grazie a tutti voi>>.

 

La mattina dello scorso lunedì 6 aprile è avvenuta una strage a Gaza, nella località di Al Maghazi. Una delle tante stragi che ha lasciato sul campo 10 morti e 44 feriti, come riportato dal Mistero della Salute di Gaza.

Ma questa non è una strage come le altre, perché arriva al termine di un tentativo di incursione in una zona residenziale da parte di una delle bande palestinesi sostenute da Israele, in questo caso le “Forze popolari contro il terrorismo”.

Come sappiamo, l’intera popolazione di Gaza oggi risiede in un 43% di territorio, controllato da Hamas. La restante parte del territorio di Gaza è sotto il controllo delle forze israeliane e in questa parte vivono, prosperano, si addestrano le bande collaborazioniste.

L’obiettivo disperato di Israele è quello di “snidare” Hamas, separandola dai civili. Obiettivo nonsense, perché Hamas e la Resistenza sono emanazione del popolo di Gaza e pertanto inscindibili.

Se proprio qualcuno avesse bisogno della conferma, questo tragico episodio è venuto in soccorso. Il conflitto a fuoco scaturito dall’incursione fino al ritiro del commando è durato circa un’ora e mezza, durante la quale Israele ha preso parte attivamente bombardando l’area.

Tuttavia, quando il commando ha preso in ostaggio una famiglia di civili per sequestrarne la casa ed usarla come postazione d’attacco, subito è stato lanciato l’allarme e una folla di persone si è radunata per respingere l’attacco e soprattutto per convincere con le parole, da palestinese a palestinese, il commando a ritirarsi. Alla fine, così è stato.

Questo dev’essere un punto segreto dell’accordo di Trump sul cessate il fuoco. In effetti non sta scritto che Israele possa usare milizie proxy per attaccare Hamas.

Anzi, Israele doveva ritirarsi.

Questi tempi sono davvero strani, ci sono parole che restano e documenti scritti che pesano meno dell’aria. E volano via.

 

<<La pace sia con voi. Si è appena verificato un nuovo massacro nel campo di Al-Maghazi, dove milizie affiliate all'esercito israeliano hanno fatto irruzione nella zona. Quando la popolazione si è accorta della loro presenza, è iniziato il bombardamento israeliano con carri armati e aerei per costringerli a ritirarsi; a seguito di ciò sono stati uccisi più di venti martiri e si contano centinaia di feriti. Israele continua a perpetrare uccisioni, fame e distruzione nella Striscia di Gaza.

 

Quel giovane stava cercando di raggiungere la casa distrutta per recuperare ciò che ne era rimasto, ma prima di avvicinarsi alla linea gialla è stato colpito al petto da alcuni colpi di arma da fuoco sparati da alcuni israeliani da lontano>>.

 

Milizie proxy e tiro al bersaglio su civili sono i metodi che Israele sta utilizzando per venire a capo della Resistenza palestinese a Gaza. Poi viene la carestia, che colpisce il popolo perché dà protezione alla Resistenza.

Negli ultimi giorni, Nikolay Maldenov, direttore generale del Board of Peace per Gaza, ha lanciato un ultimatum ad Hamas, lo ha riportato lunedì il New York Times. Forse l’attacco al campo di Al Maghazi era sincronizzato con questo ultimatum.

Hamas è tenuto a dare risposta entro una settimana.

Così, all’improvviso.

Il piano è in 5 punti, ma a Gaza tutti credono si fermerà al primo punto e buona notte: “Hamas cede il controllo amministrativo della Striscia all’NCAG (National Committee for the Administration of Gaza) e comincia la riconsegna delle armi”.

Giusto per la cronaca, il punto finale, il punto 5, prevede il ritiro di Israele dalla Striscia. Cosa che, se stiamo a guardare la carta scritta, appunto, non avverrà mai.

Hamas ha fatto sapere che non accetta queso piano, “sotto nessuna circostanza”. La riflessione di Hamas è chiara: il ritiro israeliano, lo schieramento di forze di stabilizzazione e la costituzione di una forza di polizia devono precedere qualsiasi misura di disarmo, avvertendo che qualsiasi alternativa rischia di creare un grave vuoto di sicurezza. Israele, al contrario, sostiene che non si ritirerà da Gaza a meno che Hamas non venga prima disarmato.

E qui siamo ritornati ancora una volta al punto di partenza, come in un macabro gioco dell’oca.

Hamas ha fatto sapere che consegnerà le proprie armi solo allo Stato di Palestina. Ecco, questo sarebbe un modo concreto per uscire dal circolo vizioso e ripetitivo.

 

<<La carestia continua e lo sterminio continua. La carestia aumenta di giorno in giorno e le condizioni della gente peggiorano di giorno in giorno. Oggi siamo costretti a stare in piedi per diverse ore sotto la pioggia per ottenere un po' di cibo che a malapena basta a sfamare una persona, ma che noi usiamo per sfamare 6 persone. I bombardamenti e le uccisioni continuano quotidianamente. Dopo il massacro di Al-Maghazi di ieri, oggi è stata bombardata un'auto nella zona di Sheikh Radwan e sono state uccise diverse persone. Ogni giorno perdiamo tra 10 e 18 martiri e Israele uccide ogni giorno. Inoltre, il termine dato dal Consiglio di pace a Hamas per consegnare le armi verrà chiarito nella prossima lettera.

Il Consiglio di pace americano concede a Hamas una settimana di tempo per rispondere alla sua richiesta: smantellare le proprie armi e consegnare la mappa dei tunnel sotto la Striscia di Gaza 

I negoziati qui non saranno facili, ma sono anche sotto forte pressione: il comandante della divisione di Gaza minaccia di intensificare i bombardamenti, le uccisioni e gli omicidi, mentre Hamas afferma che non consegnerà le armi almeno fino al completo ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza; Israele continua a esercitare pressione attraverso la fame sulla popolazione della Striscia di Gaza e la resistenza è sotto pressione a causa della fame, dei bombardamenti e degli omicidi  

Qui siamo bloccati tra una decisione politica della resistenza e una decisione politica israeliana.  

La popolazione qui è vittima di conflitti senza fine>>.

 

La guerra all’Iran vista da Gaza è una riedizione 40 volte più grande di quanto successo in questi ultimi due anni e mezzo nella Striscia.

Operazioni di terra abortite o ritirate e bombardamento a tappeto, su qualsiasi cosa si muova. Eliminazione dei vertici politici e militari, carestia per la popolazione e pia illusione che il popolo in ginocchio si arrenda.

Ma la Convenzione di Ginevra? Ah, già.

La Forza della Legge che prevale sulla Legge della Forza.

Ah, sì. L’avevamo già sentita da qualche parte, questa frase.

Niente di tutto ciò. Parole che restano e scritti che volano.

Questa è la morale della favola.

 

<<La pace sia con te, fratello Michelangelo. Il nostro commento dal cuore della Striscia di Gaza è che l’idea di Trump di minacciare l’Iran di genocidio e di rispedirlo all’età della pietra, come ha detto lui stesso, è qualcosa che potrebbe fare o meno. Nessuno conosce i suoi pensieri; voglio dire, la sua mente è molto difficile da comprendere – nemmeno gli americani lo capiscono.

Il suo modo di pensare, o fino a che punto sta cercando di spingersi. Tuttavia, l’Iran ha accettato uno dei dieci punti: che la guerra dovrebbe cessare su tutto l’asse della resistenza. Ma Israele non ha risposto a questo punto e, in effetti, è stato compiuto un massacro da parte di Israele in Libano, che ha provocato più di cinquecento martiri e un migliaio di feriti.

E, in effetti, anche a Gaza oggi ci sono stati dei martiri e c’è stato un assassinio.

 

Le guerre sono iniziate e finite, e in ogni conflitto c'era la condizione di porre fine alla guerra a Gaza, ma non è mai successo: nella prima guerra del Libano Hezbollah ha posto come condizione la fine della guerra, ma non si è fermata; poi la guerra nello Yemen e la prima guerra in Iran, durata 19 giorni; e ora la seconda guerra, con Trump che esce allo scoperto e afferma che l'accordo non è legato ad alcun altro fronte, che si tratti di Gaza o del Libano 

E poi, guarda l'accordo di cessate il fuoco per Gaza: era previsto che si fermasse il genocidio e la carestia, ma né il genocidio né la carestia si sono fermati da quando Trump ha annunciato l'accordo fino al momento in cui scrivo questa lettera. La guerra contro Gaza continua, i bombardamenti continuano e le uccisioni continuano. Pochi istanti fa, un bombardamento israeliano ha ucciso il corrispondente del canale qatariota Al Jazeera a ovest della città di Gaza. Noi qui viviamo la guerra e genocidio non si fermano, e l’accordo tra Iran e Stati Uniti non fermerà la guerra; i bombardamenti non si sono fermati né prima né dopo la guerra. Qui viviamo un genocidio continuo insieme a una carestia che non si ferma. Siamo qui a Gaza, la regione più povera del mondo, dove il costo del cibo è il più alto>>.

 

La carestia è ufficialmente in corso a Gaza. Lo abbiamo denunciato ripetutamente nelle scorse settimane, a cominciare dall’improvviso innalzamento dei prezzi avvenuto in concomitanza con l’inizio del mese di Ramadan.

I valichi sono parzialmente aperti, gli aiuti che entrano nella Striscia sono largamente insufficienti.

Sì, entrano i beni di consumo. Quelli sono disponibili, ma sono a pagamento e la gente muore di fame osservando letteralmente il cibo dall’altro lato della strada.

Due anni e mezzo di guerra hanno prodotto il quasi collasso della tenuta sociale del popolo di Gaza. Com’è possibile che qualcuno abbia la merce ma non la voglia mettere a disposizione per chi sta morendo di fame? Sì, è terribile. Ma se lo facesse, non avrebbe più modo di importare alla merce all’interno della Striscia, perché non avrebbe valuta da reinvestire. 

E perciò tutti lo sanno. Chi ha soldi sopravvive.

Per questo non facciamo altro. Raccogliamo soldi e li inviamo a Gaza.

Lo abbiamo raccontato tante volte come funziona. Alla fine è così semplice.

C’è chi invece si ostina a a voler entrare fisicamente a Gaza per portare aiuti. E facendolo, pensa di ricavarne anche una vittoria politica. Si chiede troppo all’ingenuità della sorte. Questo metodo non funziona. E soprattutto, disperde le risorse di chi vorrebbe aiutare veramente.

 

<<Come stai, nostro amico Michelangelo? Apprezziamo i tuoi sforzi, il tuo duro lavoro e il tempo che dedichi ad aiutarci. Qui a Gaza siamo assediati da ogni parte. L’occupazione sionista controlla tutto ciò che entra a Gaza. La gente qui vive nella povertà e nella fame; gli insetti stanno attaccando le tende e scorpioni e ratti stanno attaccando le persone che vi abitano; conducono una vita molto difficile e anche la situazione qui a Gaza sta peggiorando. Per quanto riguarda ciò che sta accadendo a livello regionale, in merito alla guerra tra Iran e Israele, non abbiamo alcuna speranza perché l'occupazione non fa promesse; l'occupazione sionista viene sempre meno alla parola data. Credo che il cessate il fuoco tra l'Iran e l'occupazione sia solo un gioco politico. Gli ebrei non offrono alcuna sicurezza, ed esiste la possibilità che la guerra possa riprendere da un momento all'altro. Non abbiamo alcuna speranza che la guerra su Gaza finisca.

Siamo esausti e abbiamo rinunciato a tutto ciò che sta accadendo nella regione perché siamo gli unici qui a soffrire per mano degli ebrei e a causa dei loro attacchi, ma speriamo che questa guerra finisca e che Gaza torni com'era prima; lo speriamo davvero.

 

Ringrazio coloro che ci hanno aiutato in questo momento difficile e in questa guerra; Dio solo sa quanto sia dura la vita e quanto sia difficile la situazione; Dio solo sa che l'ultima volta ci è capitata una vera disgrazia e il vento soffiava, soffiava, soffiava con violenza; Dio solo sa, il nostro Signore che ne è a conoscenza; voglio dirvi, sinceramente, che vi ringrazio con tutto il cuore, con ogni preghiera e ogni atto di culto e Dio solo sa quanto vi ringrazio, e che Dio vi dia successo, e che Dio ci dia la vittoria, o Signore, che vi dia la vittoria, o Signore, che aumenti la sua grazia su di voi, o Signore, che abbiate successo, con il permesso di Dio, e Dio, lode a Dio, Dio solo sa quanto, con ogni preghiera e ogni atto di culto, vi ringrazio e che la benedizione di Dio sia su di voi

 

Che Dio vi benedica, o conquistatori. Dio vi conceda una vita lunga. Fedeltà e pace a chi ne è degno. Dio vi esalti e vi onori. E, se Dio vorrà, continueremo sempre a istruirvi e a onorarvi. Dio vi esalti e vi onori.

 

Che Dio ti benedica, o Signore dei mondi, che Dio ci benedica. La situazione qui è difficile, i prezzi sono alti e la vita è dura; chi ha un po' di soldi compra qualcosa per la vita che sta vivendo, mentre le persone di buon cuore, che Dio le benedica, sostengono i poveri come noi, che non riescono a comprare nulla e vivono in tende in condizioni difficili, e noi siamo sfollati. Che Dio sa bene come viviamo. Che Dio ti ricompensi con il bene. Che Dio ti benedica.

 

Nel nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole. Ringraziamo il fratello Michael Angelo per questo splendido lavoro e che Dio ti ricompensi con il meglio, fratello.

 

 

Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Ai miei cari fratelli, che Allah vi benedica e vi ricompensi per la vostra collaborazione con noi in questa difficile situazione in cui ci troviamo, con l'aumento dei prezzi di questi ortaggi e le difficili condizioni di vita in cui viviamo. Soffriamo per molte, molte cose, per la carestia, per molte, molte cose da qui.

 Non abbiamo né da mangiare né da bere, né cibo né nulla, e grazie a Dio, Signore dei mondi. Riceviamo i sussidi forse una volta ogni tre mesi, Dio solo sa come riusciamo a sopravvivere senza soldi, senza risorse, senza alcuna vita. Ho bisogno di detersivi, non so come procurarmeli, ho iniziato a pulire con lo zucchero, non so quale zucchero, quello che esce dal fuoco, non riesco a comprarlo. Sono una madre sola. E ho i bambini e la mia situazione è molto, molto difficile. Che Dio vi ricompensi per questa bella iniziativa con cui ci avete onorato e che Dio vi benedica, sorelle mie. Voi siete un fiore per noi, che Dio vi protegga e vi benedica e che Dio vi ricompensi>>.

Michelangelo Severgnini

Michelangelo Severgnini

Regista indipendente, esperto di Medioriente e Nord Africa, musicista. Ha vissuto per un decennio a Istanbul. Il suo film “L'Urlo" è stato oggetto di una censura senza precedenti in Italia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti