Cuba condanna le politiche di "espansionismo e colonizzazione" di Israele

"Esprimiamo la nostra solidarietà al governo e al popolo palestinese e ribadiamo la nostra ferma posizione di sostegno per una soluzione completa, giusta e duratura al conflitto"

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Cuba condanna le politiche di "espansionismo e colonizzazione" di Israele

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teleSUR
 

Cuba ha condannato l'uccisione di 18 palestinesi, da parte delle forze israeliane, nella striscia di Gaza. I media israeliani hanno riferito che all’esercito è stato ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti palestinesi.

 

"Questo atto brutale costituisce una grave e flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite (ONU) e del diritto umanitario internazionale, e aggrava le tensioni nella regione", ha dichiarato Emilio Lozada, direttore degli affari bilaterali nel ministero degli Esteri cubano.

 

Lozada ha aggiunto che L'Avana "ha espresso la più forte condanna per la nuova e criminale aggressione dell'esercito israeliano contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza".

 

Il ministro ha sottolineato l'importanza di trovare una soluzione "completa, giusta e duratura" al conflitto in corso tra i due paesi.

 

Lozada ha spiegato che l'uccisione dei palestinesi ha danneggiato in modo significativo la possibilità di "qualsiasi sforzo volto a riprendere i colloqui di pace tra palestinesi e israeliani".

 

Ha anche invitato le organizzazioni internazionali e la comunità, nonché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a chiedere "una fine immediata dell'aggressione di Israele" e “le politiche di espansionismo e colonizzazione”.

 

Oltre 1.600 persone sono rimaste ferite nell'attacco.

 

"Esprimiamo la nostra solidarietà al governo e al popolo palestinese e ribadiamo la nostra ferma posizione di sostegno per una soluzione completa, giusta e duratura al conflitto", ha aggiunto Lozada.

 

Lozada ha detto che Cuba sostiene una soluzione a due stati, ribadendo che i palestinesi hanno il diritto a un paese indipendente e sovrano con la sua capitale nella Gerusalemme occidentale e all'interno dei confini che erano stati precedentemente delineati nel 1967.

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