Damasco chiarisce quali paesi ricostruiranno la Siria

Il contributo alla ricostruzione della Siria da parte di alcuni paesi che avevano precedentemente fornito assistenza ai terroristi non sarà accettato da Damasco, ha affermato un consigliere del Consiglio dei ministri siriano in un'intervista concessa Sputnik.

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Damasco chiarisce quali paesi ricostruiranno la Siria


Dopo la liberazione della maggior parte del territorio siriano dai terroristi, Damasco sta esaminando le possibilità di ricostruzione delle infrastrutture del paese. Il consigliere del Consiglio dei ministri Abdel Qader Azuz ha dichiarato a Sputnik che gli Stati che hanno dato il loro appoggio al paese durante la guerra vi prenderanno parte: "Sarà data preferenza ai principali alleati siriani, soprattutto alla Russia e all'Iran. Saranno soprattutto gli specialisti di questi paesi a ricostruire e finanziare progetti in aree strategiche, ad esempio, nel settore dell'energia."
 
I paesi che sostengono i terroristi e quelli che cercano di imporre condizioni politiche a Damasco in cambio del loro aiuto, non lavoreranno in Siria, ha precisato Abdel Qader Azuz: "La comunità internazionale è responsabile della guerra in Siria è per questo che deve pagare un risarcimento. Dovrebbe creare un fondo internazionale che aiuterebbe Damasco. Ma tutte le spese devono essere coordinate con il governo siriano", ha aggiunto
 
Il politico crede che troveranno comunque i soldi necessari: "Molti siriani vivono all'estero."
 
C'è da precisare che i siriani stessi faranno tutto il lavoro di ricostruzione, cosa che ridurrà significativamente i costi.
Gli esperti hanno calcolato che la ristrutturazione delle infrastrutture richiederebbe tra 260 e 1.000 miliardi di euro. Le stime attuali suggeriscono che la ricostruzione richiederà dai 10 ai 15 anni. Il Presidente della Federazione russa, Vladimir Putin crede che l'Occidente dovrebbe finanziare la ricostruzione della Siria. La Cancelliera tedesca Angela Merkel, ad esempio, ha insistito sulla creazione di fondi adeguati e posto le condizioni sulla revoca delle sanzioni contro Damasco, attuata solo dopo l'istituzione di un "governo legittimo". Il presidente russo spera, tuttavia, che gli europei facciano concessioni, dato che hanno l'interesse che i rifugiati siriani tornino a casa il più rapidamente possibile.
 

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