Draghi: "2012 è l'anno del rilancio dell'euro"

Il discorso del Presidente della Bce al 43° Forum mondiale dell'economia a Davos

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Draghi: "2012 è l'anno del rilancio dell'euro"

Il 2012 sarà ricordato come l'anno del rilancio dell'euro, ma bisogna fare di più per rilanciare l'economia reale, dopo il miglioramento percettibile sui mercati finanziari. A dichiararlo davanti la platea del 43° Forum mondiale dell'economia a Davos, il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. 
Il 2012 "è stato un anno interessante e se vogliamo trovare un denominatore comune per ricordarlo possiamo dire che è stato l'anno del rilancio dell'euro". Draghi si è felicitato dei progressi straordinari compiuti dai governi europei nell'arco di un anno.  Dopo le misure prese dalla Bce - come la riduzione dei tassi, i prestiti imponenti alle banche in difficoltà ed il programma di riacquisto dei titoli più indebitati - la situazione è migliorata in modo marcato. “Globalmente la situazione è considerevolmente più favorevole di quella che non era l'anno prima, ha sottolineato, confermando che la Bce si attendeva una ripresa nel secondo semestre di quest'anno.
Secondo la Bce, la zona euro resterà in recessione quest'anno a -0,3 %, e rimbalzerà nel 2014 con una crescita del 2014 con + 1,2 %. "Continueremo ad osservare segnali positivi, se i governi continueranno a mantenere politiche per la riduzione die defiti, ,ma soprattuto nel campo delle riforme strutturali”, ha sottolineato Draghi. Su questo punto, Draghi ha rimarcato l'importanza del "risanamento dei conti" pubblici, ma la "domanda da farsi è non è contrapporre la crescita all'austerità ma mitigare gli effetti a breve" del risanamento. La ricetta di Draghi è chiara: "Vorrei vedere un taglio dei costi di governo, una calo delle tasse e una gestione degli investimenti per infrastrutture". Il risanamento è importante soprattutto per i "paesi sotto condizione di stress e urgenza, del mercato e dei tassi di interesse" che, invece, hanno "fatto la cosa più facile: aumentare le tasse e tagliare le spese pubbliche per gli investimenti. Ma quello che è giustificato per emergenza, di fatto contrae l'economia creando ulteriori squilibri dei conti".

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