Ecuador: si va al voto anticipato?

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Ecuador: si va al voto anticipato?



di Davide Matrone
 

Domenica 17 novembre il Governo dell’Ecuador ha registrato una battuta d’arresto pesante. La legge economica non è stata approvata in Parlamento, bensí negata e archiviata. Una sconfitta importante che avrà, molto probabilmente, conseguenze a breve periodo.


Dopo la deroga del Decreto 883 dello scorso 13 ottobre, il Governo aveva presentato un disegno di legge nel quale si stabilivano le direttrici economiche da applicare per il bienno 2020 - 2021. La proposta di legge era stata depositata in Parlamento dal Ministro delle Finzanze Richard Martínez lo scorso 18 d’ottobre con modalità emergenza1. Il dibattito parlamentare si è svolto, in questo mese, in un clima ancora rovente. Persecuzioni a líder indigeni, ad attivisti, giornalisti dei mezzi di comunicazione alternativi e comunitari, processi e denunce in atto, accuse reciproche tra i movimenti e il governo.


In questi trenta giorni ci sono stati due modus operandi opposti tra l’ufficialismo e l’opposizione. Da una parte, il governo voleva chiudere in fretta e furia la pratica della legge economica rimpiazzando il decreto 883 con una nuova stangata sottoforma di progetto di legge ed emendamenti parlamentari e dall’altra il movimento indigena occupato a costruire un progetto político più amplio e plurale per sfidare l’attuale esecutivo alle prossime elezioni del 2021.


Infine, il voto di domenica sorsa ha palesato enormi contraddizioni all’interno del Governo che sembra, ormai, più incapace di governare. A mio avviso, si registra molta improvvisazione e falta d’identità politica nell’attuale esecutivo che incassa un nuovo contraccolpo da cui forse non riuscirà a riprendersi. Quindi, cosa succederà?


La figura di Moreno è debolissima. Il suo livello di popolarità è ai minimi termini ed anche l’appoggio istituzionale è scarso. La domanda nasce spontanea:”Si vuole andare alle elezioni anticipate? E chi ne benficerà?


Le forze politiche oggi al governo e quelle alleate sono in difficoltà, in quanto non riescono a catalizzare il malcontento e la sfiducia strisciante dopo i dodici 12 giorni di sciopero generale. Chi invece aumenta consensi e accettazione popolare sono i movimenti sociali - con la Conaie in testa - e il ‘correismo’ che, malgrado le persecuzioni, è vivo e vegeto.


Il voto, infine, ha fatto emergere due blocchi che hanno votato in modo opposto. Da un lato Alianza País (partito dell’attuale Presidente Moreno) e CREO (la destra del banchiere Lasso) e dall’altra Revolución Ciudadana (di Rafael Correa), la CONAIE (dei movimenti indigeni) e il PSC (la destra di Jaime Nebot). Questi blocchi si stanno già posizionando per una campagna elettorale alle porte?

1 Secondo la Legge Organica della Funzione Legisltaiva, tali leggi devono essere discusse e approvate entro 30 giorni

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