Facebook perde la faccia per i disordini di Hong Kong

9263
Facebook perde la faccia per i disordini di Hong Kong

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Shen Yi* - Global Times
 

Facebook, che ha prestato ascolto alle voci che rovinano Hong Kong, ha nuovamente suscitato polemiche. La potente piattaforma di reti sociali ha ripetutamente sospeso la pagina di Dot Dot News, un'agenzia di stampa ufficialmente registrata presso il Dipartimento dei servizi di informazione del governo della Regione amministrativa speciale di Hong Kong. Inoltre, Facebook ha anche sospeso 10 linee anti-violenza WhatsApp della polizia di Hong Kong istituite in seguito ai disordini. Il cyberspazio, rappresentato dai social media occidentali, sta gradualmente diventando l'arena centrale su cui viene perturbato l'ordine di Hong Kong.

 

Dot Dot News porta ai lettori notizie reali e affidabili. Supporta la polizia di Hong Kong nel far rispettare rigorosamente la legge e ripristinare l'ordine sociale. Ma Dot Dot News è stata bloccata da Facebook solo perché ha preso posizione contro i rivoltosi. Recentemente, Facebook e altre piattaforme di social media occidentali non solo hanno permesso all'estrema opposizione di Hong Kong di mobilitarsi online, ma hanno anche permesso loro di divulgare le informazioni personali degli agenti di polizia di Hong Kong e dei loro familiari. In tale cyberbullismo, anche foto false e testi fake vengono utilizzati per fuorviare i media in tutto il mondo.

 

Nel frattempo, alcuni media locali o internazionali, come Hong Kong Free Press, BBC News e The New York Times, usano i cosiddetti fatti forniti dai rivoltosi sui social media come fonti per pubblicare articoli che cercano di spacciare come oggettivi e neutrali. Ciò rafforza ulteriormente le cosiddette fake news. Queste piattaforme e questi media hanno dato sfogo alla loro ansia e frustrazione causate dall'ascesa della Cina. Inoltre, supportano volentieri i rivoltosi, danneggiando la sicurezza, la stabilità e la prosperità di Hong Kong e minacciando la sicurezza della Cina.

 

Esistono prove sufficienti per dimostrare che la direzione di Facebook ha dato copertura ai rivoltosi di Hong Kong. Eliminando bruscamente tutti gli account che affermavano sistematicamente i fatti, Facebook ha cercato di rimodellare e mantenere un ordine specifico. L'atto non aveva nulla a che fare con la professionalità ed era destinato esclusivamente a scopi politici. Facebook deve essere consapevole del fatto che sta agendo contro la Cina nel cyberspazio.

 

Ci sono ragioni ideologiche e politiche dietro le azioni di Facebook. Ma il motivo principale è che, da un lato, Facebook e altre piattaforme possono continuare la guerra delle informazioni contro Hong Kong e la Cina continentale ed eliminare gli account che dicono la verità; dall'altro, Facebook può continuare a guadagnare con le entrate pubblicitarie da Hong Kong e dalla Cina continentale. È ovvio che Facebook e altre imprese godono nel danneggiare la reputazione della Cina e di beneficiare allo stesso tempo del Paese.

 

È ovviamente problematico se la situazione non cambia. Un'impresa che adotta tali politiche ostili e sfrutta sfrenatamente il suo monopolio per minacciare la sicurezza nazionale di altri paesi non è affidabile per la Cina e qualsiasi altro paese.

 

Tale entità dovrebbe essere punita e repressa fino a quando non cambia.


*L'autore è direttore del Research Center for Cyberspace Governance, dell'Università di Fudan

(Traduzione de l'AntiDiplomatico)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti