Gaza. Dopo il cessate il fuoco altra notte di terrore

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Gaza. Dopo il cessate il fuoco altra notte di terrore

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In un certo senso l'hanno "voluto" i gazawi. Era troppo forte il dolore delle morti inutili e la mortificazione per l'assassinio di un capo politico importante e di tanti altri morti innocenti.

Così hanno mandato ancora qualche razzo dopo il cessate il fuoco. Due, tre, quattro, dieci.

Non li ha mandati il quartier generale della Jihad. perché quello il genio israeliano l'ha distrutto pensando in tal modo di distruggere la resistenza.

Israele è intelligente, ma non riesce a capire una cosa importante dei palestinesi. Non l'ha capita 71 e più anni fa, quando torturava e uccideva gli abitanti di interi villaggi convinto che ciò avrebbe terrorizzato e annichilito i palestinesi superstiti, e non riesce a capirlo ancora oggi. Magari il cinismo dei vari premier ne fa uso politico, sicuramente ciò che sta facendo ora Bibi, ma l’esercito che esegue e la popolazione israeliana “doc” che applaude non sembra lo capiscano.

C'è un detto popolare in Palestina che fa più o meno così: per mille palestinesi  sepolti, duemila ne sono nati e altri quattromila ne nasceranno. La traduzione è libera ma il concetto credo sia chiaro. Però non è chiaro a Israele e alla maggior parte dei suoi sostenitori, israeliani o meno.

Dunque, anche se i palestinesi di Gaza non studiano più né la storia né la filosofia (grande pecca dovuta ad Hamas) loro STANNO SCRIVENDO UNA PAGINA DI STORIA paragonabile a una delle tante battaglie raccontateci da Erodoto.

Di certo non c'è un Leonida che li guida alle Termopili sapendo che il loro sacrificio sarà comunque indispensabile per la vittoria finale.  Nè c'è una Tomyris che immergerà il capo di Ciro nel sangue per saziarlo della sua crudele avidità dopo averlo sconfitto.

Non c'è neanche un Garibaldi o un Che Guevara che possa assumere la leadership in questo momento, ma c'è la RABBIA, il DOLORE e la DIGNITÀ ferita che non ci sta ad abbassarsi alla legge del più forte.
Israele potrà seguitare a uccidere e a distruggere - come sta facendo - scuole, palazzi, campi e anche moschee, ma c'è una forza popolare che ha deciso di dire basta al sopruso a costo della vita.

Questo succedeva questa notte a Gaza.

Ragazzi che fino a ieri sembravano più attratti dalle sirene del consumismo che da un impegno politico, improvvisamente, dopo l'ultimo gratuito e crudele massacro della famiglia Malhous a Deir el Balah, sono scesi in strada e hanno detto STOP ISRAELI TERROR.

Hanno mandato a noi, loro corrispondenti  al di qua del mare, un eloquentissimo piccolo banner in cui è scritto "they say there's a CEASEFIRE, but will we forget these BLACK DAYS!"

Eccoli, sono la resistenza popolare.

Hamas non può fermarli. Quel che resta del quartier generale della Jihad nemmeno.

Hanno mandato qualche razzo contro Israele, sì, è vero. Dieci per l’esattezza. E l'hanno fatto per dire che seppure riconoscono la loro inferiorità in materia di armi, hanno una forza morale e una dignità che Israele non potrà MAI abbattere.

Durante la notte  i bombardamenti israeliani sono andati  avanti soprattutto a sud.  A noi arrivavano video da brividi da Rafah e da Khan Younis.  Palazzi che si sbriciolano mentre un cellulare riprende l'impatto del missile e la luce rossa che illumina il buio e porta la distruzione.

Che dire? noi siamo solo osservatori.

I missili da niente lanciati disordinatamente da Gaza mandavano  però questo messaggio chiaro alla comunità internazionale, cioè a chi vuole ascoltarlo: FERMATE ISRAELE! Fermate Israele altrimenti, finché uno solo di noi avrà respiro, Israele non avrà pace.

Noi che abbiamo avuto questi video e queste richieste ci facciamo portatori del loro messaggio, sapendo con certezza che i grandi media racconteranno e stanno già raccontando altro.

Ci facciamo portatori di questo loro messaggio che arriva da Gaza con dolore, amarezza e al tempo stesso grande fierezza: "FERMATE ISRAELE, costringetelo a restituirci la libertà e a rispettare il Diritto universale perché noi preferiamo la morte all'umiliazione della nostra dignità."

Questo hanno detto i missili mandati non si sa bene da chi, ma RICONOSCIUTI COME PROPRI DA TUTTI i gazawi scesi in piazza dopo il cessate il fuoco sentito come umiliazione collettiva.

Ci limitiamo a riportare senza filtri questa loro umanissima richiesta, sapendo e dichiarando onestamente che i missili "porta-panico" questa volta sono stati lanciati effettivamente prima dei nuovi bombardamenti israeliani. Lanciati per dire a Israele che i Gazawi non dimenticano e non si piegano, come scritto su uno dei loro banner.

Riportiamo altrettanto fedelmente quel che abbiamo visto in diretta: Israele sta rispondendo nell'unico modo che conosce: distruggendo. E ancora non capisce che per  un palestinese  sotto terra ce ne sono due sulla terra  e altri quattro pronti a nascere!

Può solo intervenire la legalità internazionale,  ma seriamente, costringendo Israele a rispettare il diritto universale, se veramente si vuole chiudere questa mattanza e arrivare a una pace giusta, altrimenti a ogni cessate il fuoco di più o meno breve durata, seguiranno altre notti e altri giorni di sangue e di terrore perché la dignità, quando c'è, pare che non abbia prezzo giusto per essere comprata. Si preferisce portarla con sé nella bara piuttosto che farla calpestare.

Questo hanno mandato a dire stanotte i gazawi al mondo. Questo riportiamo in quanto stampa indipendente libera da condizionamenti  esterni di qualunque tipo.

Patrizia Cecconi
Milano, 15 novembre 2019

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