Il caso Fedorov travolge l'esercito: Zelensky cambia il comandante in capo
La crisi politica apertasi in Ucraina con la rimozione del ministro della Difesa Mikhail Fedorov continua a produrre effetti ai massimi livelli dello Stato. Il presidente Volodymyr Zelensky ha infatti destituito il comandante in capo delle Forze Armate, Oleksandr Syrsky, nominando al suo posto il comandante delle Forze Congiunte, il maggior generale Mikhail Drapaty. Il cambio ai vertici militari arriva dopo giorni di forti tensioni interne. L'allontanamento di Fedorov ha infatti innescato manifestazioni di protesta nelle principali città del Paese, da Kiev a Leopoli, passando per Odessa e Dnipro.
Migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo il reintegro dell'ex ministro, mentre davanti all'Ufficio presidenziale sono comparsi cartelli che accusano Zelensky di decisioni arbitrarie e di una crescente deriva autoritaria. Il malcontento ha investito anche le Forze Armate. Il vicecomandante dell'Aeronautica ucraina, colonnello Pavel Elizarov, ha rassegnato le dimissioni in segno di protesta, definendo l'uscita di scena di Fedorov un duro colpo per la capacità difensiva del Paese. Secondo diverse ricostruzioni, alla base dello scontro vi sarebbe il conflitto ormai aperto tra Fedorov e Syrsky.
L'ex ministro avrebbe criticato il comandante per l'incapacità di affrontare apertamente i problemi dell'esercito e per una gestione caratterizzata da lotte interne, arrivando a chiederne la sostituzione. Media locali riferiscono inoltre che Fedorov, grazie alla sua crescente popolarità e al suo profilo riformista, fosse ormai considerato un potenziale rivale politico di Zelensky in vista di future elezioni. Proprio questo elemento avrebbe alimentato le tensioni all'interno del potere ucraino. Anche osservatori internazionali hanno evidenziato la portata della crisi. The Economist ha definito il licenziamento di Fedorov l'innesco di una crisi di governo, sottolineando come l'ufficio presidenziale sia stato attraversato da forte preoccupazione nei giorni successivi alla decisione.
La sostituzione di Syrsky con Drapaty appare dunque come il tentativo di Zelensky di ristabilire il controllo su un sistema politico e militare attraversato da profonde divisioni, mentre crescono le critiche interne sulla gestione del potere e di una guerra ormai perduta.
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