Il caso Fedorov travolge l'esercito: Zelensky cambia il comandante in capo

2799
Il caso Fedorov travolge l'esercito: Zelensky cambia il comandante in capo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La crisi politica apertasi in Ucraina con la rimozione del ministro della Difesa Mikhail Fedorov continua a produrre effetti ai massimi livelli dello Stato. Il presidente Volodymyr Zelensky ha infatti destituito il comandante in capo delle Forze Armate, Oleksandr Syrsky, nominando al suo posto il comandante delle Forze Congiunte, il maggior generale Mikhail Drapaty. Il cambio ai vertici militari arriva dopo giorni di forti tensioni interne. L'allontanamento di Fedorov ha infatti innescato manifestazioni di protesta nelle principali città del Paese, da Kiev a Leopoli, passando per Odessa e Dnipro.

Migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo il reintegro dell'ex ministro, mentre davanti all'Ufficio presidenziale sono comparsi cartelli che accusano Zelensky di decisioni arbitrarie e di una crescente deriva autoritaria. Il malcontento ha investito anche le Forze Armate. Il vicecomandante dell'Aeronautica ucraina, colonnello Pavel Elizarov, ha rassegnato le dimissioni in segno di protesta, definendo l'uscita di scena di Fedorov un duro colpo per la capacità difensiva del Paese. Secondo diverse ricostruzioni, alla base dello scontro vi sarebbe il conflitto ormai aperto tra Fedorov e Syrsky.

L'ex ministro avrebbe criticato il comandante per l'incapacità di affrontare apertamente i problemi dell'esercito e per una gestione caratterizzata da lotte interne, arrivando a chiederne la sostituzione. Media locali riferiscono inoltre che Fedorov, grazie alla sua crescente popolarità e al suo profilo riformista, fosse ormai considerato un potenziale rivale politico di Zelensky in vista di future elezioni. Proprio questo elemento avrebbe alimentato le tensioni all'interno del potere ucraino. Anche osservatori internazionali hanno evidenziato la portata della crisi. The Economist ha definito il licenziamento di Fedorov l'innesco di una crisi di governo, sottolineando come l'ufficio presidenziale sia stato attraversato da forte preoccupazione nei giorni successivi alla decisione.

La sostituzione di Syrsky con Drapaty appare dunque come il tentativo di Zelensky di ristabilire il controllo su un sistema politico e militare attraversato da profonde divisioni, mentre crescono le critiche interne sulla gestione del potere e di una guerra ormai perduta.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti