Il Partito Comunista Portoghese sulla decisione del Parlamento Europeo relativa all'Ungheria

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Il PCP denuncia e condanna fermamente gli attacchi alla democrazia, ai diritti sociali, alle libertà e garanzie fondamentali dei cittadini d'Ungheria. Ma il PCP rigetta anche che, con il pretesto di questa situazione - che rispecchia, altresì, le stesse politiche della UE - l'UE cerchi di aprire il cammino ad una recrudescenza di minacce, ricatti, imposizioni e sanzioni contro gli stati e i suoi popoli.


E' proprio il consolidamento del carattere sovrannazionale della UE e delle sue politiche - determinate dalle grandi potenze interne e dai grandi interessi economici -,  la crescente violazione della sovranità nazionale e dei diritti sociali, che stanno spianando la strada all'avanzata dell'estrema destra e delle forze fasciste in Europa. 


Per questa ragione fondamentale, non riconosciamo alla UE l'autorità nè la legittimità di ergersi a giudice, ma nemmeno di essere punto di riferimento per ciÚ che riguarda la democrazia e i diritti umani. L'intervento della "troika", nel caso specifico del Portogallo, il carattere xenofobo e di sfruttamento delle politiche migratorie della UE, l'appoggio alle forze fasciste in Ucraina, l'aggressione contro stati sovrani, ne sono testimonianza. 


Il PCP avverte che l'invocazione della UE di condanna del populismo e di pratiche intollerabili in Ungheria, più che al rifiuto di queste pratiche - che la stessa UE ha ampiamente promosso in vari paesi e situazioni - Ë volta ad aprire un precedente di applicazione arbitraria di sanzioni e imposizioni, contro la sovranità degli stati. 


Continuando la nostra lotta contro gli attacchi alla libertà e alla democrazia, riaffermiamo la solidarietà con in comunisti e gli altri democratici che in Ungheria resistono alle politiche promosse dal Governo ungherese e dalla UE. 

(Traduzione di Clara Statello)

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