Il più grande successo del neoliberismo è averti convinto a rifiutare la politica

3070
Il più grande successo del neoliberismo è averti convinto a rifiutare la politica

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Francesco Erspamer 

Uno dei grandi successi del neoliberismo è avere convinto anche chi vorrebbe e potrebbe resistergli a rifiutare la politica. Cosa è la politica? A mio parere rappresenta la capacità di creare alleanze per perseguire il bene comune. Se un potere ha sufficiente forza per imporsi, non ha bisogno di politica; e in assenza dei concetti di comunità e di bene (qualunque sia il significato che gli attribuiamo) ci si può imporre solo con la forza.

Per questo la politica è un’arma essenziale, e probabilmente l’unica, per contrastare il neoliberismo e provare a uscire dalla sua dittatura globale. Ma la politica richiede in chi la voglia praticare due qualità.

La prima è essere in grado di riconoscere come proprio fine il bene comune e di definire l’idea stessa di comunità. Non crediate che sia ovvio o semplice, né che basti inventarsi una definizione qualsiasi. I neoliberisti, per esempio, non ne parlano mai per non venire vincolati dalla loro stessa retorica: preferiscono (e purtroppo gli basta) sostenere che le cose accadono e si fanno perché necessarie o inevitabili e che l’unica legittima o efficace forza sociale sia la «mano invisibile» del Mercato e della democrazia intesa come interazione di innumerevoli individui interessati solo a sé stessi (e dunque facili prede dei media e docili consumatori).

La seconda, importantissima qualità per fare politica è essere capaci di distinguere i nemici dai potenziali alleati, cioè i gruppi che condividano alcuni nostri valori e obiettivi ma non tutti. Ciò è particolarmente importante quando il nemico sia molto più potente di noi. Politica è insomma l’arte di fare concessioni, compromessi, accomodamenti, dilazioni e anche rinunce; non tanto a scopi tattici o strategici, ossia per vincere una battaglia o la guerra: la disposizione a riconoscere degli alleati in chi non la pensi esattamente come noi (ma non in chi la pensi troppo diversamente) addestra all’analisi e al giudizio invece che al pregiudizio, positivo o negativo che sia. È una pratica di umiltà che nasce dalla consapevolezza che non si può avere tutto e sùbito e da soli, e che chi lo voglia è un solipsista e un fanatico.
 
La catastrofe della sinistra deriva da questo solipsismo apolitico. Quando chi sia di sesso maschile, per il solo fatto di esserlo, viene razzisticamente etichettato come membro del «patriarcato» e in quanto tale condannato; quando viene condannato ed etichettato come fascista chi vorrebbe poter discutere il nichilismo presente nel desiderio di migrazioni incontrollate o di intelligenza artificiale o di frettolose cancellazioni di istituzioni di lunga durata quale la famiglia, la religione, lo Stato, le tradizioni: ecco che si viene a creare un’insanabile frattura. I potenziali alleati divengono nemici, a tutto vantaggio del neocapitalismo.
 
Purtroppo sto cominciando a pensare che sia intenzionale: «dividi et impera» dicevano i romani; la correttezza politica dei «liberal» è negazione della politica e serve a impedire la formazione di un blocco che avrebbe qualche possibilità di opporsi all’imperialismo neoliberista.

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti