Il presidente del Messico López Obrador chiede la liberazione di Assange

3745
Il presidente del Messico López Obrador chiede la liberazione di Assange

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha espresso solidarietà al fondatore di Wikileaks Julian Assange chiedendo che venga rimesso in libertà. 

 

Anche se ha omesso di menzionare l'assassinio da parte degli Stati Uniti del generale iraniano Qessam Soleimani, in rispetto alla dottrina del governo messicano di non intervento, sul caso Assange ha preso una posizione netta e chiara. 

 

Lopez Obrador ha detto che non si può voltare le spalle sul dolore dell'umanità o applicare la politica dello struzzo. 

 

Un giornalista ha sollevato la questione Assange e consegnato al presidente, durante la conferenza stampa mattutina, una copia del libro “México en WikiLeaks WikiLeaks en La Jornada”.

 

"Speriamo che venga preso in considerazione e rilasciato e non torturato", ha detto il presidente nella sua conferenza stampa mattutina in cui ha affermato che i cables di WikiLeaks che si riferiscono al Messico sono veri.

 

López Obrador ha dichiarato che la liberazione di Assange sarebbe "una causa molto giusta per i diritti umani del mondo".

 

Le rivelazioni ottenute grazie al lavoro di Assange e Wikileaks "hanno mostrato come funziona il sistema mondiale nella sua natura autoritaria".

 

Le divulgazioni di Assange includono informazioni sulla difesa nazionale degli Stati Uniti relative alle guerre in Iraq e in Afghanistan.

 

Alla fine dello scorso anno, il Relatore speciale sulla tortura delle Nazioni Unite, Nils Melzer, ha espresso preoccupazione per la salute di Assange, che, ha detto, è stato esposto ad una "tortura psicologica continua o altro, trattamenti inumani o crudeli e degradanti".

 

Assange è tuttora incarcerato nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh, a Londra, e su di lui pende una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti, dove deve affrontare 18 accuse, tra cui una presunta violazione della legge sullo spionaggio per la quale potrebbe essere condannato fino a 175 anni di prigione.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti