India. L’inflazione aumenta ancora
Negli ultimi quattro anni l’inflazione ha braccato senza sosta l’India, facendo lievitare i prezzi, corrodendo il risparmio, danneggiando gravemente i poveri e soprattutto rendendo più difficile la vita per la fetta più ampia della popolazione, ovvero la classe media. Tra il dicembre 2009 e l’agosto 2013 infatti, l’inflazione dei prezzi all'ingrosso ha fatto registrare un media di oltre l’8%, mentre l’inflazione dei prezzi al consumo, da gennaio 2012, ha oscillato tra il 7,65% e il 10,9%. Tale sconsiderato aumento dell’inflazione ha avuto le ripercussioni peggiori per quanto riguarda i prezzi dei generi alimentari. Un’analisi condotta dalla BBC mostra come gran parte dell’aumento del prezzo del cibo venga attribuito alla crescita dei redditi “rurali”, lievitati ad un ritmo del 20% annuo nel corso degli ultimi cinque anni. Ma non è soltanto questo il motivo di un'inflazione a dir poco galoppante. Le ragioni sono anche strutturali: una gran quantità cibo in India, infatti, marcisce letteralmente a causa di impianti di stoccaggio di qualità estremamente insufficiente, che porta a inevitabili carenze durante la bassa stagione. Il cibo inoltre è diventato più costoso anche a causa dell’aumento dei prezzi dell’elettricità, del carburante e dei concimi. La bassa produttività e le piccole proprietà terriere di certo non aiutano, rendendo il quadro attualmente alquanto problematico.

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