Iran abbatte due aerei in un giorno, forti dubbi sulla superiorità aerea USA
Falliti i primi tentativi di ricerca del pilota statunitense scomparso. Crollano settimane di trionfanti dichiarazioni di totale controllo dello spazio aereo iraniano da parte delle autorità israeliane e statunitensi
di Giulio Pizzamei*
Il tre aprile in Iran sono stati abbattuti da missili terra-aria due aerei americani, un caccia F-15E e un aereo da attacco al suolo A-10 Thunderbolt II. Uno dei due membri dell’equipaggio dell’F-15 è ancora disperso mentre gli altri piloti coinvolti negli abbattimenti sono in mani alleate e in condizioni stabili. Questo evento arriva dopo settimane di dichiarazioni da parte di ufficiali e politici statunitensi in cui veniva dichiarata la totale superiorità aerea americana nei cieli iraniani. Il 21 marzo l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), proclamava che “le forze statunitensi mantengono la superiorità aerea nei cieli iraniani” e, cinque giorni dopo, lo ripeteva annunciando il raggiungimento del decimo migliaio di operazioni aeree dall’inizio della guerra.
Non solo questa convinzione è crollata nel corso di una giornata ma i recenti abbattimenti suggeriscono di guardare anche alle precedenti settimane di guerra; dopotutto è quasi impossibile che un paese vittima di sanzioni da decenni e di bombardamenti costanti da più di un mese possa costruire in poco tempo un sistema di difesa antiaerea capace. I veri numeri della guerra aerea sul fronte iraniano variano considerevolmente a seconda della provenienza e dell’autorevolezza delle fonti che si consultano. In particolare fonti iraniane filo-governative hanno più volte, in conflitti passati e in quello attuale, dichiarato di aver abbattuto numerosi aerei israeliani e statunitensi senza fornire alcuna prova e spesso smentendosi dopo settimane o mesi.
Nonostante ciò le autorità militari iraniane, sin dall’inizio dell’attuale conflitto, non hanno mai ammesso la totale superiorità aerea israelo-americana, portando quando possibile prove tangibili delle loro capacità operazionali nel campo della difesa aerea. In particolare, mentre quelli del tre aprile sono i primi aerei statunitensi abbattuti in Iran, le guardie della rivoluzione islamica hanno neutralizzato decine di droni da ricognizione ed attacco, tra cui almeno diciassette droni MQ-9 Reaper americani dal valore di circa trenta milioni di dollari l’uno. Il diciannove marzo le forze aeree iraniane hanno annunciato di aver colpito un avanzato velivolo “stealth” F-35 e il CENTCOM ha ammesso ore dopo il ferimenti del pilota, oltre al ritiro dal servizio del velivolo per via dei danni sostenuti durante l’intercettazione. Ciò che ha permesso alla contraerea iraniana di intercettare un aereo “stealth”, quindi progettato per avere un’impronta radar ridotta, è l’utilizzo di sensori ad infrarossi, dipendenti quindi dalle emanazioni di onde elettromagnetiche sotto forma di calore di un corpo e non della sua riflettività alle onde radar.
Pochi giorni dopo l’intercettazione dell’F-35, il venticinque marzo, è iniziato a circolare in rete un video che mostra un caccia F-18 rischiare di pochi centimetri l‘abbattimento sopra i cieli di Teheran, senza però essere colpito fatalmente, almeno secondo quanto riportato dalle autorità statunitensi. Questi episodi stanno a dimostrare che le forze israelo-statunitensi non sono mai veramente riuscite ad ottenere la totale superiorità aerea nei cieli iraniani e i recenti abbattimenti di preziosi obiettivi come un caccia F-15, aereo che porta attorno a sé un’aria quasi di invulnerabilità dato il fatto che è l’unico velivolo da guerra a non essere mai stato abbattuto in un combattimento aereo, sono segno di determinazione ed inaspettato mantenimento delle capacità operative delle forze aeree iraniane.
*Studente alla scuola di giornalismo Lelio Basso

1.gif)
