La Cina sfida l'egemonia della Banca mondiale

Pechino inaugura una sua banca sostenuta da 21 paesi

2696
La Cina sfida l'egemonia della Banca mondiale



La Cina inaugurerà oggi la Banca di investimenti asiatica per le infrastrutture, un'istituzione che può competere con entità globali come la Banca Mondiale. Lo riporta Rt
La creazione della banca con un capitale di 50.000 milioni di dollari è stato già sostenuta da 21 paesi, molti dei quali sono clienti della Cina.

L'India sarà l'unica grande economia presente alla cerimonia nella Grande Sala del Popolo di Pechino, secondo il quotidiano 'Cronista'. Tra i paesi che hanno sostenuto la banca ci sono Mongolia, Uzbekistan, Kazakhstan, Sri Lanka, Pakistan, Nepal, Bangladesh, Oman, Kuwait, Qatar e tutti i membri dell'Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico, ad eccezione dell'Indonesia.
 
La nuova banca si concentrerà inizialmente sulla costruzione di una "nuova via della seta", iniziativa del presidente cinese Xi Jinping per aprire nuove rotte commerciali verso l'Europa. I progetti includono un collegamento ferroviario diretto tra Pechino e Baghdad.
 
"È probabile che la nuova banca cooperi e competa con le banche di sviluppo esistenti. Coopererà perché per molti grandi progetti il co-finanziamento ha un senso. Pur essendo una nuova banca cercherà di essere più economica e più veloce delle banche esistenti. E spero che il successo della Banca incoraggi rapidamente le riforme delle vecchie istituzioni. Sarebbe il miglior risultato complessivo. Se vogliamo che la Cina entri pienamente nelle istituzioni esistenti, allora dobbiamo cederle il posto a tavola che merita", scrive l'economista David Dollar del The New York Times.
 
Ai primi di ottobre, il segretario del Tesoro, Jacob Lew, ha espresso preoccupazione per la corrispondenza della banca con gli standard internazionali seguiti dalla Banca Mondiale.
 
"La questione chiave è se seguono gli stessi tipi di pratiche che funzionano e aiutano le economie a crescere e mantenere basi solide e stabili?", ha detto Lew.
 
Un rappresentante del Ministero delle Finanze del Giappone ha detto che il suo paese non si sarebbe unito alla banca perché non vede la necessità di un'alternativa alla Banca asiatica di sviluppo, che è guidata da Tokio. Il Giappone è anche preoccupato per le questioni di governance e di trasparenza nella nuova banca, ha detto il funzionario citato dal Washington Post.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti