La guerra all'Iran prossima ventura

37091
La guerra all'Iran prossima ventura



da Piccole Note
 

«Gli attacchi di ieri a Teheran non semplificano le cose in una regione che è sempre più nel caos. Dopo la presa di posizione di Donald Trump in favore dell’Arabia saudita, la percezione degli iraniani è che se pure gli attentati portano la firma dell’Isis, dietro c’è la mano di Ryad: li considerano due facce della stessa medaglia». Così Gary Sick, membro del Consiglio per la sicurezza nazionale americana con Ford e Carter, attualmente professore alla Columbia University, in un’intervista rilasciata a Anna Lombardi per la Repubblica (8 giugno).

 

Per Syck Teheran è convinta che, «dopo aver isolato il Qatar», Ryad stia «“portando avanti un’offensiva per il controllo della regione”».

 

Sick accenna poi alla schizofrenia dell’amministrazione americana, dal momento che Trump ha lodato l’iniziativa saudita, trovando l’opposizione dei suoi generali. D’altronde gli Stati Uniti non possono obliare che il Qatar ospita la più grande base aerea Usa nella regione.

 

Il sostegno acritico ai sauditi da parte di Trump, spiega ancora l’intervistato, «“è pericoloso: guardate cosa hanno fatto in Siria e in Yemen, veri disastri umanitari”». E conclude accennando invece alla ventata di libertà che sta attraversando l’Iran, i cui cittadini hanno scelto un presidente riformista e aperto al mondo: «“il numero di iraniani che ha votato Rouhani è superiore a quello dei cittadini dell’intera area del Golfo”». Non è un particolare di poco conto.

 

Considerazioni più che interessanti quelle di Stick, che fotografano una situazione ad alto rischio. Tanto che, secondo Franco Venturini, l’attacco a Teheran sarebbe qualcosa di simile a una «dichiarazione di guerra» da parte dell’asse sunnita all’Iran (così sul Corriere della Sera dell’8 giugno.)

 

Una mossa quale non sono estranei gli Stati Uniti. Si tratterebbe cioè «“dell’inizio di una grande manovra strategica contro l’Iran”», scrive ancora Venturini.

 

«“Questa è la sceneggiatura di un disastro geopolitico – conclude il cronista del Corriere -. L’Occidente ha interesse a prevenirlo, ma può bastare la debole voce europea a far presente che in quell’area non serve una nuova guerra?”».

 

Val la pena accennare che alcuni giorni fa l’amministrazione Trump ha dato l’incarico di seguire il dossier Isis e Iran (ma più il secondo che il primo) a Michael D’Andrea, un funzionario della Cia esperto in «guerra sporca», come scrive Giuseppe Sarcina sul Corriere del 6 giugno. I cui «“soprannomi sono già un programma: “Principe Oscuro”, “Ayatollah Mike””».

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti