Nell'esperimento socio-economico portato avanti dalla Troika in Grecia si è previsto un aumento costante del 10% delle bollette energetiche per famiglie ed imprese. E questo nonostante una deflazione sempre più spaventosa che ha acuito ancora di più la spaventosa crisi economica in corso.
Durante il periodo 2008-2013,
la Grecia ha subito i maggiori rialzi delle bollette di energia elettrica nazionale di tutta l'Unione europea. Si tratta di un incremento del 60% nel corso dei sei anni. Questo, scrive il quotidiano
Kathimerini, significa che c'è stato un aumento annuo del 10 per cento, secondo i dati presentati la scorsa settimana a Bruxelles dall'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER) e il Consiglio dei regolatori europei dell'energia (CEER).
Le industrie greche hanno anche dovuto far fronte ad un incremento annuo del 7 per cento medio annuale su quei sei anni, contro una media UE del 4,4 per cento. L'anno scorso la Grecia ha registrato anche un aumento annuale del 119% degli oneri relativi alle fonti energetiche rinnovabili”.
I nuovi aumenti di prezzo, riporta
Ktg, sono previsti a partire da ottobre:
7,5 milioni di consumatori saranno chiamati a pagare tasse aggiuntive per i cosiddetti "servizi di interesse generale”. Secondo
To Vima online, l'incremento proposto in origine doveva essere addirittura del 25 %, ma, per non “fulminare” i consumatori si prevede verranno distribuiti in due o tre anni. Non c'è da stupirsi, in questo contesto, che le famiglie e le imprese debbano alla Compagnia energetica nazionale 1,37 miliardi di euro. Si tratta, conclude in modo tragicomico KTG, della sedia elettrica delle famiglie greche.
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