La troika torna ad Atene

Fermato pensionato che ha lanciato monetine all'inviato del FMI

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La troika torna ad Atene

Le trattative tra la troika e gli ufficiali della Grecia sono riprese martedì in un clima molto teso. I creditori internazionali premono per un'ulteriore riduzione del livello di contribuzione sociale ad i dipendenti statali e per la chiusura dell'azienda di stato nel campo della Difesa (EAS).
 
Nell'incontro con il ministro delle finanze Yannis Stournaras, la troika ha posto i paletti per la prossima tranche di aiuto ad un miliardo di euro: la mobilità di altri mille dipendenti pubblici e la chiusura di EAS ed altre due aziende statali, l'ELVO e la Larco. Secondo le fonti citate oggi da Kathimerini, i creditori hanno rigettato il piano greco di ristrutturare Eas con il taglio di 341 dei 900 membri. Più teso l'incontro con il ministro del lavoro Yiannis Vroutsis che ha posto il veto alla proposta della troika di ridurre i contributi sociali pagati dalle aziende greche. Vroutsis ha precisato come il Welfare è già al collasso, con molte aziende che hanno smesso di pagare tutti i contributi sociali, e la proposta deprimerebbe i fondi di un altro miliardo di euro.
 
All'arrivo degli ufficiali della troika al ministero dell'economia si è svolta una protesta da parte dei dipendenti pubblici messi in mobilità che chiedevano un incontro con Stournaras. La manifestazione si è protratta anche dopo il termine della trattative ed ha costretto gli inviati della troika a lasciare l'edificio dalla porta anti incendio. La polizia ha poi fermato un pensionato per aver lanciato una monetina a Poul Thomsen, l'inviato danese del Fondo Monetario Internazionale, come segno di protesta per le misure d'austerità imposte.

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