Lettonia: gli avversari politici non si vincono, si licenziano

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Lettonia: gli avversari politici non si vincono, si licenziano



di Fabrizio Poggi
 

Parlando della Lettonia, c'è davvero l'imbarazzo della scelta negli esempi che ne dimostrino la fedeltà ai valori “europeisti e democratici”. La sfilata annuale, il 16 marzo a Riga, a ricordo della Legione lettone (15° e 19° Waffen-Grenadier-Divisionen der SS) agli ordini dei nazisti non è, forse, che il momento più appariscente; ovvio, che il divieto delle attività del Partito Comunista o la ghettizzazione a ogni livello di alcune centinaia di migliaia di “non cittadini” di lingua russa – esclusi dal voto e da altri diritti civili - si ascriva pienamente nella “morale” europeista.


A tali esempi se ne aggiunge ora un altro. C'è un uomo, che da qualche ora è stato dimissionato dalla carica di Sindaco; un uomo che, sin dalla sua elezione, dieci anni fa, aveva tentato di proibire la macabra sfilata del 16 marzo; ma il suo tentativo era stato prontamente rintuzzato dal tribunale. In tutto questo tempo, i fieri lettoni non solo hanno superbamente continuato la tradizionale parata, ma, trascorsi dieci anni, sono riusciti anche a estirpare il “germe” che li affliggeva: il Ministro per l'ecologia e lo sviluppo regionale, Juris P?ce, ha licenziato il Sindaco di Riga Nil Ušakov. Sinora si erano limitati, si fa per dire, a multarlo ciclicamente, ogni volta che l'austero Centro per la lingua di stato aveva avuto sentore che lui e gli altri membri del Consiglio municipale di Riga si esprimevano in russo.


Se non si corresse il rischio di passare per anticomunisti, verrebbe da dire che, alla fine, i lettoni abbiano applicato, pro suo, l'aforisma falsamente attribuito a Stalin, secondo cui “c'è la persona, c'è il problema. Non c'è la persona, non c'è il problema”.


E dunque, la notte scorsa, alle 00.01 del 5 aprile, il Ministro per l'ecologia ha dimissionato Ušakov: in base alla legge lettone, avrebbe anche il diritto di sciogliere il Consiglio municipale. Il pretesto ufficiale sarebbe "inadempimento degli obblighi statutari e violazione dei regolamenti", esercizio inappropriato delle funzioni di Sindaco, con conseguenti danni erariali per alcune decine di milioni di euro di mazzette nell'acquisto in Polonia e Repubblica Ceca di autobus per la capitale, con l'implicita accusa di “intese” tra il Sindaco e l'azienda di trasporti municipale Rigas satiksme”, attorno alla quale, a fine 2018, si erano sparse voci di corruzione.


Già a gennaio, erano state perquisite casa e ufficio di Ušakov, senza che però venisse sollevata alcuna accusa nei suoi confronti. Opposizione e membri diversi del governo avevano preteso le sue dimissioni, ma Ušakov aveva risposto di non aver commesso nulla di illegale e che non aveva intenzione di lasciare la carica e, anche oggi, ha ribadito di volersi appellare in giudizio (ha tempo 30 giorni) contro una decisione “illegale e non professionale”. In ogni caso, le funzioni sono da oggi delegate al vice Sindaco Oleg Burov, mentre il nuovo posto di vice Sindaco va a Vadim Barannik e stamane i tre, Ušakov, Burov e Barannik, hanno tenuto una conferenza stampa presso il Palazzo municipale di Riga. Spunik Latvia ne riporta i passi principali. "Oggi è stata adottata una rilevante decisione politica” ha esordito Ušakov; “se ne parlava da molto tempo, ognuno dei partiti della coalizione di governo e chiunque ne avesse voglia dicevano che presto sarebbe stata presa l'unica decisione corretta. Se valutiamo la sua componente giuridica, vediamo che essa è stata presa non in uffici legali, ma durante un bagno in sauna. Voglio sottolineare che mi prendo la piena responsabilità di tutto ciò che ho fatto alla Duma municipale di Riga dal 2009”. È difficile “non commettere errori” ha detto; “ci sono stati alcuni errori legati alla gestione delle imprese; in alcuni casi sono state decise priorità finanziarie che a qualcuno possono sembrare non corrette: ad esempio, prima abbiamo riparato scuole e asili e dopo i ponti”.


Il politologo filo governativo Normunds Grostinsha ha dichiarato a Baltnews che l'atto del Ministro P?ce cambierà poco le cose, anche perché la decisione di Nil Ušakov di candidarsi al Parlamento europeo, lo priverà automaticamente del mandato alla Duma municipale di Riga e della possibilità di esercitare le funzioni di Sindaco della città.


Di contro, il politologo Filipp Raevskij, giudica proprio il passo di P?ce “logico e del tutto prevedibile”, dal momento che anche lui intende candidarsi al Parlamento europeo e deve “dimostrare ai suoi fedeli di potersi contrapporre a Ušakov”.


Quando si dice la “libertà democratica” di far fuori a piacimento i concorrenti al seggio!

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