L'Onu condanna il golpe in Mali. I militari trattano con i Tuareg.
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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha formalmente condannato lunedì il colpo di stato in Mali e chiesto alla giunta militare di cedere il potere al governo democraticamente eletto. L'organo Onu si allinea così all'Unione Africana ed ai diversi governi che hanno già sanzionato il golpe del 22 marzo che ha destituito il presidente Amadou Toumani Toure.
I militari devono affrontare anche una pressione interna crescente, con tutti i partiti, anche quelli dell'opposizione, uniti nel condannare il gesto. Lunedì oltre mille persone hanno manifestato a Bamako di fronte alla sede del mercato azionario per chiedere il ritorno dell'ordine costituzionale. "Il nostro scopo è chiaro: costringere la giunta ad abbandonare," ha dichiarato Soumaila Cisse, il principale candidato a divenire presidente alle elezioni previste per il 29 aprile e cancellate dalla giunta. Anche il Parlamento ha domandato con una dichiarazione formale un ritorno immediato all'ordine costituzionale ed il rilascio dei prigionieri politici.
I ribelli Tuareg, sfruttando il colpo di stato, sono impegnati a negoziare con i militari un accordo di pace nella città di Kidal nel nord del paese. “Abbiamo deciso di intavolare trattative con i ribelli tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla)”, che da metà gennaio è in guerra con l’esercito di Bamako per rivendicare l’indipendenza del nord del paese. A dichiararlo è stato Yousef Traorè, il vice del leader militare Sanogo.

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