L’Ucraina si prepara a elezioni legislative anticipate?

Solo il 21% degli ucraini si ritiene soddisfatta delle attività del presidente ucraino Poroshenko

1988
L’Ucraina si prepara a elezioni legislative anticipate?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Eugenio Cipolla

Le ultime che arrivano dall’Ucraina per Arsenij Yatsenyuk non sono affatto confortanti. Le manovre politiche dei nemici del premier ucraino, infatti, stanno portando i risultati sperati. Dopo le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Aivaras Abromavicius, e la stoccata dell’ex premier georgiano, Mikhail Saakashvili, che ha augurato un nuovo governo dopo il 16 febbraio, oggi il leader del Fronte Popolare ha dovuto incassare anche la frecciatina del presidente Petro Poroshenko, il quale, subito dopo l’incontro con gli ambasciatori del G7 ha auspicato un rimpasto di governo.
 
«Il presidente – si legge in un messaggio diffuso dal suo servizio stampa – ha ribadito l’impegno a continuare le riforme che la società ucraina attende dalle proprie autorità. E questo richiede un riavvio immediato del governo». Parole che molti analisti leggono come un rompete le righe all’attuale esecutivo in carica e che aprirebbe lo scenario di elezioni legislative anticipate per riequilibrare le spinte politiche che stanno mettendo a rischio il processo di riforme in Ucraina e quello di pace in Donbass.
 
D’altronde, che Petro Poroshenko abbia già iniziato una sorta di campagna elettorale occulta lo si capisce analizzando la sua strategia di comunicazione, interamente basata sulla paura verso il “nemico” russo e la guerra per liberare il paese dall’invasore. «Tutti sanno che la Russia minaccia l’Ucraina e sta mettendo i propri occhi su altri stati», ha detto l’altro giorno in un’intervista alla Bild. «Questo riguarda la sicurezza globale dell’Europa. La Russia non sta ancora attuando gli accordi di Minsk e sta aumentando le sue truppe in Ucraina». Secondo il magnate del cioccolato, il rischio di “open war”, di guerra aperta con la  è «molto più serio rispetto allo scorso anno. Oggi nel nostro paese ci sono 8.000 soldati russi con i loro rispettivi comandanti. E al confine Mosca sta addestrando costantemente i suoi militari. La Russia sta investendo molto in questi preparativi di guerra e noi non stiamo ottenendo alcuna spiegazione per questo».
 
Ieri sono usciti i sondaggi condotti dall’istituto sociologico “Rating” e offrono una panoramica piuttosto interessante per analizzare l’attuale situazione. Solo il 21% degli ucraini si ritiene soddisfatta delle attività del presidente ucraino Poroshenko, mentre il 14% apprezza il lavoro svolto da Volodymyr Groisman, speaker della Rada. Solo l’8%, e questo è il dato più significativo, si dice soddisfatto delle attività del primo ministro Yatsenyuk. Un campanello di allarme per Poroshenko, che ha quasi deciso di mollare il premier per evitare di andare a fondo con lui. Il 70% degli intervistati dall’istituto di rilevazioni, sostiene che Yatsenyuk dovrebbe dimettersi. Una percentuale cresciuta del 10% rispetto al mese di ottobre.
 
Sempre maggiore sostegno, poi, trova l’idea di sciogliere il Parlamento e indire elezioni legislative (50%) e presidenziali anticipate (48%). Se si votasse domani, lo scenario sarebbe questo: Blocco Poroshenko (16,3%), Blocco d’opposizione (13,8%), Samopomich (13,5%), Patria (12,9%), Svoboda (8,3%), Partito radicale (6,5%), Ukrop (5,2%). Se si presentasse un ipotetico “Blocco Saakashvili”, potrebbe puntare a un clamoroso 11,6%.
 
L’ex premier georgiano sembra essere davvero molto apprezzato dagli ucraini. I dati dello studio rivelano che può contare sull’apprezzamento del 33% degli ucraini, appena dietro il sindaco di Leopoli Andriy Sadovy (34%). Per le presidenziali Poroshenko è ancora avanti a tutti. Dietro di lui ci sonoYulia Tymoshenko, Andriy Sadovy e Yuri Boyko. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti