Nigeria: sette membri di Boko Haram uccise in un'esplosione a Maidaguri
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Continua la lotta interna tra le autorità nigeriane e Boko Haram. Secondo il quotidiano nigeriano Vanguard, sette presunti affiliati al gruppo fondamentalista islamico sono rimasti uccisi per l'esplosione di una bomba artigianale in uno scontro con le forze militari nel nord della Nigeria. ''La loro morte e' dovuta allo scoppio di una bomba artigianale che avevano preparato e volevano usare in nuovi attacchi a Maiduguri'', ha precisato il colonnello Victor Ebhaleme. Anche se le autorità non ha ancora ben chiarito tutti i dettagli dell'episodio.
Il gruppo islamico di Boko Haram, che ha rivendicato vari attacchi nel Paese africano, ha provocato secondo l’organizzazione cattolica Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) l’esodo di oltre 35mila cristiani. Dopo l'ultimo sanguinario attentato di Pasqua, il presidente Goodluck Jonathan aveva dichiarato alla nazione che avrebbe intensificato la lotta al movimento insurrezionalista e promesso di debellarlo entro giugno. Secca la risposta di Sheik Abubakar Imam Shekau, sedicente capo del gruppo Jama’atu Ahl-Sunnati Lil Da’awati Wal Jihad, più noto come Boko Haram: “Tu Jonathan non ci puoi fermare come vai dicendo, al contrario saremo noi a divorarti in tre mesi”. Lo scontro si promette più intenso nei prossimi giorni ed il fatto che le ragioni della lotta di Boko Haram non siano solo religiose rende ancora più difficile la situazione della comunità cristiana. Senza un miglioramento tangibile della gestione del potere da parte del governo centrale ed una ridistribuzione equa delle enorme risorse potenziali del paese, l'organizzazione fondamentalista continuerà ad attirare migliaia di sostenitori, restando una minaccia latente all'unità dello stato nigeriano ed all'incolumità delle comunità cristiane presenti nel paese.

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