Non si tratta di difendere Casalino, ma estirpare il neoliberismo

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Non si tratta di difendere Casalino, ma estirpare il neoliberismo



di Fabrizio Verde
 

L’ultimo ‘scandalo’ montato ad arte dal quotidiano ‘La Repubblica’, tramite la penna dell’ineffabile Sergio Rizzo, riguarda un audio di Rocco Casalino, portavoce del presidente Giuseppe Conte e capo della comunicazione del Movimento 5 Stelle. 

 

«Se vuoi far uscire una cosa simpatica metti che nel Movimento è pronta la mega vendetta: scrivi che se non dovessero uscire i soldi per il reddito di cittadinanza, fonti parlamentari dei Cinque Stelle giurano che per tutto il 2019 ci dedicheremo a far fuori una marea di gente del Mef», afferma Casalino in un messaggio privato indirizzato a due giornalisti dell’Huffington Post. 

 

«Non ce ne fregherà niente, sarà veramente una cosa coi coltelli. Ormai si è capito che Tria c’entra relativamente, ma al ministero dell’Economia ci sono una serie di persone che sono lì da decenni e che hanno in mano tutto meccanismo e proteggono il solito sistema e non ci fanno capire tutte le voci di bilancio nel dettaglio per capire dove si possa tagliare. Perché non è accettabile che non si trovano 10 miliardi del c…».

 

«Stiamo parlando di 10-20 miliardi. Una manovra da 10-20 miliardi la fanno tutti i governi, quindi non è niente di straordinario».

 

«Il fatto che c’è questa resistenza fa capire che c’è qualcosa che non va, quindi se per caso dovesse venir fuori che all’ultimo ci dicono che i soldi non li abbiamo trovati, nel 2019 ci concentreremo a far fuori tutti questi pezzi di m… del ministero dell’Economia», queste le parole del portavoce di Conte a due giornalisti dell’Huffington Post che hanno fatto gridare allo scandalo. 

 

Adesso non si tratta di difendere Casalino ma di fare alcune necessarie considerazioni. In primis risulta chiaro che qualsiasi partito dovesse arrivare al governo troverà delle forti resistenze anche per apportare dei minimi cambiamenti di rotta. Il pilota deve essere quello automatico a suo tempo evocato da Mario Draghi. Sembra quasi che l’Italia sia stata condannata a perpetuare in eterno quelle scellerate politiche neoliberiste che in un ventennio l’hanno ridotta allo stato attuale. Gli indignati a senso unico e a giorni alterni perché non si preoccupano di questo?

 

Emblematiche in tal senso alcune prese di posizione in seno al maggiore partito che dovrebbe rappresentare - almeno in teoria - le istanze della sinistra in Italia, il Partito Democratico. Uno dei suoi leader, indicato come possibile nuovo segretario, Nicola Zingaretti, attraverso un tweet afferma: «Da Casalino l’arroganza del potere contro le persone a difesa di un partito e non dei cittadini. Vergognatevi! Chiedete scusa e andate a casa perché non vi permetteremo di uccidere l’Italia». Insomma, pura opposizione da destra e dalla parte del liberismo più sfegatato e selvaggio. 

 

D’altronde si tratta dello stesso partito che esprime dirigenti come Andrea Romano, il quale in seguito all’elezione di Corbyn a segretario del Partito Laburista inglese (adesso in testa a tutti gli indici di gradimento popolare) dichiarava senza sprezzo per il ridicolo: «Corbyn rappresenta la certezza che i laburisti non dovranno battersi per il governo almeno fino al 2020. È’autolesionismo di ritorno di un grande partito che potrà dedicarsi a coltivare in solitudine le fantasiose ricette di Corbyn». 

 

Ovviamente Romano è indignato per quanto affermato da Casalino. Il neoliberismo e l’austerità rappresentano dogmi intoccabili che vanno difesi a spada tratta. Altro che diritti dei lavoratori, bisogna preservare mercati e banche. 

 

Di tutt’altro tenore l’intervento di Alessandro Di Battista che affida il suo messaggio a Facebook: «Siamo onesti, Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti. Certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio! Le persone ci hanno votato proprio per questo. Se i tecnici nei Ministeri ci mettono i bastoni tra le ruote prendendosi poteri che non gli competono vanno cacciati all’istante. Semplice. O trovano i soldi per il reddito di cittadinanza (come li hanno trovati per le banche) o si trovano un altro lavoro. Dove sta la violenza in tutto ciò? Violenza è il sistematico tradimento della volontà popolare. Violenza è trovare denari per il TAV, per le banche, per le guerre di invasione mascherate da missioni di pace e dimenticarsi della povera gente. Violenza è utilizzare i giornali non per informare ma per bloccare ad ogni costo un movimento perché quel movimento vuole cancellare i finanziamenti pubblici all’editoria. Violenza è vedere questi giornalisti fare i leoni di fronte a Rocco Casalino ma poi farsela nei pantaloni sul caso Consip. Questa è la violenza che si respira davvero in Italia. E contro questa violenza la stragrande maggioranza degli italiani si è espressa. Quindi avanti tutta e barra dritta. Amici non vi lasciate intimorire dai soliti cani da riporto del sistema anzi gioite, se il sistema reagisce così è un buon segno!».  

 

Bisogna infine domandarsi perché e come questo audio sia filtrato. Chiaramente i due giornalisti dell’Huffington Post non avevano alcuna convenienza nel bruciare una fonte così fondamentale. Non avrebbe avuto alcun senso dal punto di vista giornalistico. Allora, come è uscito fuori questo audio? Si tratta di una questione di sicurezza nazionale - stiamo parlando del portavoce del presidente del Consiglio - su cui il Parlamento dovrebbe indagare. 

 

Non si tratta di difendere Rocco Casalino, ma vincere le resistenze per estirpare il neoliberismo e difendere gli ultimi spazi di democrazia. 

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