"Ogni giorno che passa divento sempre più contrario a Internet", Erdogan

I leader di tutto il globo stanno palesemente invocando la censura e le restrizioni alla libertà di parola

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"Ogni giorno che passa divento sempre più contrario a Internet", Erdogan

Una tendenza molto significativa e pericolosa ha visto un’accelerazione nelle ultime settimane, denuncia Mike Krieger sul blog Liberty Blitzkrieg. Questa tendenza si compone di leader di tutto il globo che palesemente invocano la censura e le restrizioni alla libertà di parola.
 
Naturalmente, nelle cosiddette democrazie occidentali, i leader devono essere più sottili e sfumati nei loro approcci, non possono semplicemente dichiarare i odiare internet. In un articolo precedente, abbiamo visto come questa tattica è stata utilizzata dal Partito conservatore britannico che cerca di vietare l'estremismo "non violento" dal discorso pubblico.  
 
Se questo è come i politici britannici promuovono il totalitarismo, i loro omologhi turchi non sembrano avere alcuno scrupolo e ammettono candidamente il loro disprezzo per la proliferazione della libertà di parola che internet permette. Sull’Independet leggiamo che:
 
“Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha difeso gli sforzi del suo governo di controllare la comunicazione online, dichiarando ad una conferenza sulla libertà di stampa: "Ogni giorno che passa sono sempre più contrario ad Internet ", "I media non dovrebbero mai avere la libertà di insulto". 
 
 E collegandosi alla strategia occidentale, anche lui affronta il tema "terrorismo"
 
“Erdogan ha anche espresso la preoccupazione che le organizzazioni criminali e terroristiche, come lo Stato islamico, utilizzino la rete per reclutare seguaci.”   
 
Le sue osservazioni seguono l’approvazione di una legge che aumenta le capacità di controllo del governo su Internet e consente all'Autorità per le Telecomunicazioni (Tib) di chiudere un sito Web sulla base di esigenze di sicurezza nazionale e di ordine pubblico o per prevenire reati.( Legge bocciata dalla Corte Costituzionale)
 
Intanto in Egitto, l'Associated Press osserva che i gruppi per i diritti civili e le organizzazioni umanitarie sono preoccupate che la situazione sotto il neoeletto presidente Abdel-Fattah el-Sissi si è fatta ancora più autoritaria di quanto non fosse sotto Hosni Mubarak.
 
Anche se questa tendenza dei politici contro la libertà di parola è pericolosa, è anche estremamente incoraggiante. Essi non sentirebbe il bisogno di togliersi i guanti di velluto a meno che non fossero spaventati a morte.

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