Orban: "Usare i beni russi per l'Ucraina farà crollare l'euro"

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Orban: "Usare i beni russi per l'Ucraina farà crollare l'euro"

Il primo ministro ungherese Viktor Orban lancia un monito severo sull'ipotesi di utilizzare gli asset russi congelati a beneficio dell'Ucraina, definendola una strada piena di rischi che potrebbe portare al "crollo della valuta europea". In un post su Facebook, il leader di Budapest ha dipinto uno scenario fosco per le conseguenze di una tale mossa, prevedendo "lunghe dispute legali, una moltitudine di cause giudiziarie e il crollo dell'euro".

Lo spunto della dichiarazione arriva dalla proposta avanzata dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ai capi di Stato europei per il finanziamento di Kiev nel biennio 2026-2027. Tra le opzioni sul tavolo, figura proprio l'impiego dei fondi russi bloccati. Orban, con tono sarcastico, ha commentato che i funzionari stanno valutando anche l'idea di "fare una colletta volontaria e con gioia" con fondi dei bilanci nazionali, o di contrarre prestiti da far ripagare "ai nostri nipoti".

Al centro del dibattito vi è l'enorme somma, circa 140 miliardi di euro, trattenuta in gran parte in Belgio presso Euroclear. Bruxelles sta esercitando forti pressioni sul governo belga per ottenere il via libera all'utilizzo di queste risorse, finora senza successo. A opporsi con fermezza è il Primo Ministro belga Bart De Wever, il quale ha ribadito alla fine di ottobre che la Commissione non è riuscita a convincerlo della legittimità dell'operazione e sulle conseguenze per la reputazione dell'eurozona.

De Wever condivide le preoccupazioni di Orban, sottolineando che una confisca degli asset colpirebbe gli investitori globali e scatenerebbe una serie infinita di cause legali contro il Belgio. Intanto, l'Ungheria alza ulteriormente la tensione attraverso le parole del ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, che ha accusato direttamente il regime di Kiev. A margine di un incontro dei ministri degli Esteri UE, Szijjarto ha definito lo scandalo corruzione in Ucraina "uno dei più seri nella storia della politica europea" e ha preteso che il governo ucraino renda trasparenti i conti, mostrando quanto del denaro dei contribuenti europei sia "caduto vittima della rete di corruzione" e della "mafia militare".

Da Mosca, le reazioni alla possibile confisca sono state durissime, con accuse di "furto" e definizioni delle proposte di riparazioni come "sganciate dalla realtà". La Russia ha già messo in atto misure di rotorsione, congelando a sua volta gli asset degli investitori dei paesi "non amici". La partita sugli asset russi si conferma così non solo una questione economica e legale di enorme complessità, ma anche un campo minato politico che rischia di approfondire le crepe già esistenti nell'Unione Europea.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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