Putin lancia l'allarme: "L'Ucraina prepara attentati contro i nostri gasdotti nel Mar Nero"

"Il nemico non potendo batterci ricorre al terrore". Putin denuncia i piani per far saltare Turkish Stream e Blue Stream e chiede misure straordinarie per proteggere confini, infrastrutture e prossime elezioni

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Putin lancia l'allarme: "L'Ucraina prepara attentati contro i nostri gasdotti nel Mar Nero"

Il presidente russo Vladimir Putin lancia l’allarme: ci sono piani per colpire le infrastrutture energetiche della Russia. Durante la riunione del consiglio del Servizio Federale di Sicurezza (FSB), come riporta il quotidiano Izvestia, il leader del Cremlino ha rivelato che i servizi segreti russi dispongono di informazioni operative su un imminente attacco terroristico ai gasdotti Turkish Stream e Blue Stream, che corrono sul fondo del Mar Nero.

"Abbiamo informazioni, i nostri servizi operativi le stanno seguendo. Si parla di un possibile attentato contro i nostri sistemi di trasporto del gas sul fondale del Mar Nero, i cosiddetti Turkish Stream e Blue Stream", ha dichiarato Putin, anticipando che la notizia sarebbe stata diffusa dai media a breve. L'obiettivo di queste azioni, secondo il presidente, sarebbe duplice: colpire le infrastrutture russe e sabotare il processo negoziale per una soluzione diplomatica del conflitto.

L'allarme arriva in un contesto di crescente tensione. Putin ha denunciato l'escalation terroristica da parte del regime neonazista di Kiev: "Non essendo riusciti a infliggere una sconfitta strategica alla Russia sul campo di battaglia, il nemico ricorre al terrorismo individuale e di massa". Il riferimento è agli attacchi che insanguinano il paese, come l'esplosione vicino alla stazione ferroviaria Savelovsky di Mosca, costata la vita a un agente di polizia, e i continui bombardamenti contro infrastrutture civili.

Il presidente russo ha sottolineato come il conflitto abbia assunto una pericolosa deriva. I servizi segreti ucraini, secondo il Cremlino, sono responsabili dell'aumento degli attentati in territorio russo. "Il numero di atti terroristici nella Federazione Russa è aumentato e, nella maggior parte dei casi, sono opera dei servizi segreti ucraini", ha scandito Putin, aggiungendo che i rivali di Mosca non esiterebbero a utilizzare qualsiasi mezzo, incluso il ricorso a componenti nucleari, anche se consapevoli delle conseguenze.

Parallelamente, Putin ha affrontato il tema della sicurezza nazionale a tutto tondo. Ha chiesto misure straordinarie per la protezione delle frontiere, ordinando di rafforzare infrastrutture, equipaggiamenti tecnici e coordinamento con esercito, guardia nazionale e ministero dell'Interno. Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza informatica: il presidente ha denunciato un numero crescente di crimini nel cyberspazio, molti dei quali pianificati da servizi segreti stranieri contro infrastrutture critiche, e ha ordinato lo sviluppo di nuovi strumenti di difesa in collaborazione con i ministeri competenti.

In vista delle elezioni di settembre della Duma, Putin ha chiesto che il voto si svolga in "rigoroso accordo con la legge" e rifletta la "volontà sovrana del popolo russo", escludendo qualsiasi ingerenza esterna. Ha inoltre ribadito la necessità di combattere con fermezza la propaganda della russofobia e della xenofobia, strumenti utilizzati – come denuncia il presidente - per tentare di dividere la società russa.

Sul fronte della difesa, il presidente Putin ha assicurato che la Russia dispone di sviluppi innovativi nel settore militare e civile, e ha ordinato la massima protezione delle informazioni strategiche relative a questi progetti. Ha infine sollecitato una maggiore tutela per funzionari, giornalisti, volontari e operatori sociali, soprattutto nelle regioni di confine, costantemente minacciati dal "regime di Kiev".

Le dichiarazioni di Putin giungono a pochi giorni dalle affermazioni del premier ungherese Viktor Orbán, che ha attribuito all'Ucraina la responsabilità sia dell'esplosione del gasdotto Nord Stream sia del blocco dell'oleodotto Druzhba. Un quadro che delinea una guerra ibrida in cui le infrastrutture energetiche diventano obiettivi strategici e il terrorismo uno strumento di conflitto, mentre la diplomazia arranca.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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