Per Domenico Losurdo, per chi non muore

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Per Domenico Losurdo, per chi non muore



Comitato Centrale del PCI
 

E’ morto questa mattina, giovedì 28 giugno 2018, dopo una malattia tanto rapida quanto impietosa, il compagno Domenico Losurdo.


Un dolore profondo, agghiacciante, ci sta prendendo tutti e tutte. Per il grandissimo valore del suo pensiero filosofico, ideologico, storico e politico, avvertiamo già attorno a noi un vuoto immenso. Un vuoto che tuttavia lo stesso compagno Losurdo, combattente per tutta la  vita per gli ideali del comunismo, non ci permetterebbe di vivere e subire, poiché invece ci spronerebbe immeditatamente all’impegno, alla militanza organizzata, alla lotta politica e culturale in senso antimperialista e anticapitalista. In tantissime e tantissime abbiamo studiato i libri, le opere, di Domenico e l’insegnamento è immenso.

 

In questa purtroppo lunga fase di resa da parte di tanta parte della sinistra, di rimozione del pensiero e della prassi della rivoluzione, Losurdo si è eretto come un gigante  nella difesa ed il rilancio del marxismo e del leninismo, rimettendo vigorosamente al centro dell’analisi teorica e politica le questioni dell’ imperialismo e del neocolonialismo. I suoi libri, le sue pagine di scrittura nitida, sorvegliata, antiretorica, ridanno voce ai popoli negletti, emarginati, spoliati dallo sfruttamento imperialista e dalle sue guerre. E la lotta, politica e ideologica contro l’ inestirpabile pulsione alla guerra delle forze imperialiste, dagli USA e dalla NATO, è  la cifra stessa,  il segno maggiore di tutta l’opera di Losurdo.


Per tutto ciò non ci sembra in nessun modo retorico, e Domenico non ce l’avrebbe permesso, affermare che in questa fase controrivoluzionaria, Losurdo si è offerto ed è stato vissuto come uno degli argini più importanti, a livello internazionale, dell’ intera onda del riflusso. I suoi libri sono stati tradotti in tanta parte del mondo: Germania, Brasile, Francia, Cina, Spagna, Portogallo e molti altri.


Il rilancio del pensiero marxista, leninista, gramsciano, l’interpretazione materialistica del quadro mondiale in movimento e dei moti sociali profondi non è mai scaduta nel dogmatismo o nella coazione a ripetere e ciò ha contribuito in modo determinante a consegnare al pensiero di Losurdo una libertà piena, una lontananza totale dalla retorica e dalle parole vuote e scarlatte. Il pensiero di Losurdo è stato e rimane vastissimo e profondo e innanzitutto i comunisti e le comuniste dovranno studiarlo. L’impegno intellettuale di Losurdo, specie negli ultimi dieci/quindici anni della sua vita, è stato strenuo, in qualche modo terribile.


Chi scrive si concede in aneddoto: noi chiamavamo sempre Losurdo ad incontri,  convegno, dibattiti. Domenico veniva sempre, in tutta Italia e fuori dell’ Italia, con un impegno logorante. E un giorno di dieci anni fa ci disse: “Io vengo sempre volentieri, perché sono un militante, ma vi prego,  lasciatemi questi ultimi miei anni per scrivere!”.


Solo ora, difronte alla grande opera lasciataci dal compagno Losurdo, di fronte a quell’immenso contributo alla rinascita di un pensiero e di una prassi del comunismo, cogliamo pienamente il senso della sua richiesta. Su Losurdo, sul suo pensiero, dovremo tornare a lungo e da lì molto attingere.


Per ora siamo  moralmente obbligati a ricordate un tratto della sua natura, culturale e politica: l’umiltà, un valore prezioso che troppi dirigenti e intellettuali, lontani dal valore di Losurdo, hanno perduto o mai conosciuto.


Losurdo è stato uno dei fondatori del PCI, membro del comitato centrale e presidente  dell’associazione politica e culturale Marx 21. Negli ultimi anni aveva seguito e sostenuto, tra le altre cose, la nascita di Marxismo oggi online.


Tutti noi abbiamo perso molto, oggi, con la morte di Domenico. Ma la sua opera è li, viva, profonda, capace di riorientarci in questa fase buia. In questo senso, in questo senso tutto vero e concreto il compagno Domenico Losurdo non è morto ma resiste, milita e lotta assieme a noi. Alla sua famiglia un grandissimo abbraccio!

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