Pompeo e la sua diplomazia da bugiardo

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Radio Cina Internazionale
 

Di recente, il segretario di Stato USA Mike Pompeo ha fatto una nuova dichiarazione clamorosa, accusando la Cina di sfruttare la morte di George Floyd per condurre una “falsa propaganda”.


L’omicidio di Floyd, che ha messo in evidenza un cancro della società americana, quello della discriminazione razziale, ha suscitato indignazione in tutto il mondo. Accuse sono arrivate da alti funzionari delle Nazioni Unite e da quattro ex presidenti americani. Oltre a ciò, in diverse regioni del mondo sono state organizzate manifestazioni per denunciare energicamente i tragici eventi a sfondo razziale avvenuti negli USA. La giustizia risiede nel cuore della gente, ed è già palese, basta guardare gli slogan e gli striscioni nelle strade americane per capire cosa ha portato alla situazione odierna. Perché mai ci vorrebbe qualcuno che “conduca una propaganda”? Queste manifestazioni sono state istigate dai media cinesi? Le speculazioni infondate di Pompeo & Co. o dipendono da una perdita di controllo dovuta alla mancanza di alternative, o a secondi fini insondabili.


Incredibilmente, di fronte al caos generato dai contagi da Covid-19 che negli USA hanno superato quota 2 milioni e dalle continue manifestazioni per la morte di Floyd, Pompeo ignora tutto ciò e continua il suo gioco, scaricando le responsabilità, e attaccando e diffamando addirittura la Cina col pretesto della morte di Floyd, per distrarre l’attenzione dei cittadini dalle accuse rivolte agli stessi politici americani. Facendo tutto ciò non ha ancora superato la linea rossa morale? Non dovrebbe chiedere scusa al Floyd appena defunto?


La Cina ha sempre perseguito il principio diplomatico della non ingerenza negli affari interni degli altri Paesi, e non ha alcun interesse di interferire in quelli americani. Se l’opinione pubblica ha manifestato critiche e rabbia per questo tragico evento causato dal razzismo, è solo per coscienza umana. Pare che sia proprio Pompeo a “sfruttare” la tragedia di Floyd, non la Cina!

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