Primi sondaggi in Venezuela. Una sorpresa per Maduro

Appena pubblicato l'ultimo studio Monitor País della società Hinterlaces

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Primi sondaggi in Venezuela. Una sorpresa per Maduro



di Fabrizio Verde
 

Con il 51% di sostegno popolare l'attuale presidente nazionale e candidato alla presidenza per le forze rivoluzionarie, Nicolás Maduro Moros, si imporrebbe sugli avversari nelle elezioni che si terranno il prossimo 20 maggio, secondo l'ultimo studio Monitor País della società Hinterlaces.

 

 

 

La consultazione, condotta tra il 15 e il 28 febbraio, con 1.580 interviste rivolte alle famiglie del paese, ha determinato che in seconda posizione c’è il proprietario della multinazionale Empresas Polar, Lorenzo Mendoza, con il 19% delle preferenze degli intervistati; mentre il terzo posto è stato ottenuto dall'ex governatore dello stato di Lara e candidato per Avanzada Progresista (AP), Henri Falcón, con l'11%.

 

 

Colpisce la scomparsa dei principali leader della MUD come Leopoldo Lopez ed Henrique Capriles. Entrambi raccolgono un misero 2%. 

 

 

Di seguito, i risultati completi del rapporto pubblicato questa domenica, 11 marzo:

 

 

 

Immagina che nelle tue mani oggi ci sia la decisione di nominare il prossimo presidente del Venezuela. Chi sceglieresti?

 

 

 

Nicolás Maduro 51%

 

 

 

Lorenzo Mendoza 19%

 

 

 

Henri Falcón 11%

 

 

 

Leopoldo López 2%

 

 

 

Henrique Capriles 2%

 

 

 

Javier Bertucci 2%

 

 

 

Diosdado Cabello 2%

 

 

 

María Corina Machado 1%

 

 

 

Henry Ramos Allup 1%

 

 

 

Claudio Fermín 1%

 

 

 

Altro 2%

 

 

 

Nessuno / Non so / Non risponde 6%.

 


 

Una bruciante sconfitta per il circuito mediatico mainstream

 

La prima riflessione che sovviene dopo aver appreso delle intenzioni di voto dei venezuelani riguarda la definitiva perdita di credibilità del circuito mediatico mainstream. Ormai da anni, a reti unificate, la narrazione dominante ci racconta di un Maduro completamente screditato agli occhi dei venezuelani. Una sorta di autocrate che riesce a tenersi aggrappato al potere solo grazie al pugno di ferro e agli apparati di sicurezza.

 

Una visione del paese sudamericano quantomeno non aderente alla realtà. Per non essere più duri e affermare che si tratta di un deliberato capovolgimento della realtà volto a screditare la Repubblica Bolivariana del Venezuela presso l’opinione pubblica internazionale. 

 

Sostegno nonostante guerra economica

 

Un paese screditato può essere sottoposto a pesanti misure di boicottaggio più facilmente. Un governo legittimo rovesciato con ampio consenso se il presidente indicato come un atocreate pronto a massacrare il proprio popolo pur di mantenersi al potere. 

 

Il Venezuela è colpito da una spietata guerra economica. I cui effetti principali sono patiti dalla popolazione. Con scarsità indotta in alcuni settori. Dagli alimenti ai farmaci. Senza dimenticare l’inflazione galoppante. Un flagello a cui il presidente Maduro cerca di porre rimedio applicando sostanziosi aumenti salariali.

 

Insomma, la situazione economica è tutt’altro che facile ma nonostante questo il popolo continua a sostenere in maniera convinta la Rivoluzione Bolivariana.

 

Perché questo accade?

 

I venezuelani, in particolare le classi umili, sono consci della posta in gioco. Un eventuale ritorno al potere delle destre significherebbe una sostanziale regressione ai tempi della «larga noche neoliberal». Tempi decisamente bui dove il popolo languiva nella fame più nera ed era costretto a sottostare all’avidità di quelle stesse élite che oggi strepitano contro la Rivoluzione Bolivariana. 

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