Sapete perché nelle nostre 'democrazie' occidentali si interviene sempre in ritardo?

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Sapete perché nelle nostre 'democrazie' occidentali si interviene sempre in ritardo?

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di Andrea Zhok
 

Sapete perché nelle nostre democrazie occidentali (e in Italia eminentemente) si interviene sempre in ritardo, sempre con logiche emergenziali, sempre dopo che i buoi sono scappati, cercando di tappare i buchi (se possibile, di farli tappare al mercato) post hoc?


Ma è semplice.
Perché qualunque intervento fatto in anticipo rispetto a un danno, a una catastrofe, qualunque seria prevenzione, qualunque anticipazione dei problemi, proprio perché ha anticipato i problemi evitandoli, risulterà agli occhi del pubblico come una 'spesa immotivata', un costo eccessivo, un intervento sproporzionato, e chi se ne è fatto promotore verrà crocifisso.


Per questo in Cina hanno eradicato il virus e noi ci conviveremo per mesi, o anni, o per sempre. Per lo stesso motivo per cui aspettiamo il terremoto per preoccuparci del rischio sismico, aspettiamo l'inondazione per preoccuparci del rischio idrogeologico, aspettiamo di essere bolliti dal riscaldamento globale per preoccuparci davvero delle emissioni serra, aspettiamo di avere una popolazione analfabeta prima di occuparci della formazione scolastica, ecc.


Poi, in molti casi non ci troviamo neppure a sbattere contro un caso eclatante, un dramma con cui fare i conti. Allora lasciamo semplicemente correre, che tanto tumori o sindromi immunitarie o malattie rare-non-più-tanto-rare (o analfabeti di ritorno come se piovesse) colpiscono isolatamente, e mai il gregge nel suo insieme, e dunque possiamo fingere facilmente che non ci sia nessun problema.


Perciò oggi, dopo che due mesi di serrata hanno limitato i focolai fuori controllo a tre province su 107, fioccano argomenti del tipo: vabbé, che sarà mai, è morto meno di un millesimo della popolazione italiana! Le sigarette fanno peggio! E per questa inezia ci hanno "deprivato della libertà"! (La famosa libertà di salire a comando sulla ruota da criceto cui ci hanno abituati, e che ci manca tanto.)


E poi simultaneamente ci si stupisce perché si è intervenuti in ritardo ("l'allarme era noto da mesi! che dico anni!") e perché si è intervenuti troppo presto ("facciamo come la Svezia! No, la Danimarca! No l'Olanda!")


La verità è che quello che ci meritiamo (meglio, che parecchi si meritano) è il modello Sud Sudan. Non si ha notizia di nessun morto, nessun malato grave, nessun intervento oppressivo e intrusivo, nessuna app, nessun lockdown, nessun angosciante resoconto della protezione civile. Non essendoci nessuna protezione civile, nessuna sanità pubblica e nessuno Stato degno di nota, tutti possono continuare a lavorare felicemente e a godere delle proprie libertà.
Un paradiso.


Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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