Si intensifica la campagna dell’oligarchia di regime contro Podemos

La collusione dei media del grande capitale emerge dal rifiuto di Pablo Iglesias di partecipare alla trasmissione di Tele5

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Si intensifica la campagna dell’oligarchia di regime contro Podemos

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Pablo Iglesias non ci sta ad essere utilizzato come un sacco di boxe dai mercenari mediatici del grande capitale spagnolo e ha così rifiutato di partecipare ad una trasmissione di Tele 5, del gruppo Mediaset spagnolo, che si fonde al Gruppo Prisa ed è proprietario di otto canali del digitale terrestre.

Il segretario generale di Podemos avrebbe dovuto partecipare come ospite del programma di Telecinco “Un tempo nuovo”, considerato uno dei soliti programma trappola poichè asservito ai potenti di turno.

Le esigenze del politico, collegarsi dalla sede di Podemos e accettare una sola domanda concordata, secondo Mediaset, avrebbero portato alla cancellazione della trasmissione. Mediaset ha accusato Pablo Iglesias di "violare i loro impegni".

Telecinco ha così annunciato: "Pablo Iglesias ha comunicato la sua decisione di violare l'impegno preso con il programma che va in onda questo sabato". Per il gruppo questo va "contro quello che era stato concordato da settimane". Invece di partecipare al set "il politico ha proposto di intervenire in collegamento remoto dalla sede di Podemos per rispondere solo ad una domanda da parte della padrona di casa, Sandra Barneda, senza altre domande da parte dei collaboratori del programma, con l'intenzione di presentare una campagna che lancerà il suo partito ", ha denunciato Telecinco.
 
Secondo Mediaset, Pablo Iglesias si sarebbe scusato dicendo che "la decisione  non è stata presa da lui, ma dalla direzione del partito che guida". Mediaset ricorda nella sua lettera che partecipare al programma e rispondere alle domande dei collaboratori sono le condizioni per cui finora hanno partecipato Cristóbal Montoro, ministro delle Finanze e della Pubblica Amministrazione; Pedro Sanchez, segretario generale del PSOE; Albert Rivera, presidente di Ciudadanos; e Jose Antonio Monagas, presidente della giunta di Extremadura.

Tutti  quelli che conoscono però il funzionamento delle catena televisiva sanno che non è proprio così. Il comportamento di Podemos, legittimamente diffidente verso i media, ricorda un po’ quello del Movimento 5 Stelle. E così anche in Spagna come in Italia, tv e mezzi di comunicazione sono spesso abituati alla menzogna e alla manipolazione.
 
Non sono mancati quelli che, sorprendentemente, dal giornale Público, hanno fatto eco alle grida di Mediaset e si sono dichiarati "delusi" da Pablo Iglesias.
Così si è espresso Arturo González nella sua rubrica:
"Gli sarà già salito il successo alla testa. Egli ha detto che romperà l’impegno con Mediaset e non andrà al programma di  Telecinco. Si è offerto di rispondere ad una sola domanda del presentatore da una connessione remota del partito, senza ulteriori domande da parte dei giornalisti del programma. Inaudito, squalificante. Questo non può essere fatto per rispetto dell’equipe che da una settimana sta preparando l'intervista. E per rispetto della professione giornalistica… Con questa decisione, oltre al danno che fa a un programma, Iglesias perde ogni credibilità. Questo lo squalifica come politico. Non sarà mai credibile. Doveva andare a rispondere a ciò che Pepa Bueno e altri gli chiedono. Rimane timoroso. Molti non daranno importanza alla violazione del contratto verbale. Ma altri non gli creeranno né lo voteranno,  perché per alcuni la parola data viene prima del programma”.

A quanto pare l'oligarchia di regime, attraverso le pecore dei media, ha deciso di colpire e affondare Podemos. 
 

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