Spagna nel mirino: dopo le basi, Washington punta il dito su Gibilterra

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Spagna nel mirino: dopo le basi, Washington punta il dito su Gibilterra

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Non solo basi militari. Il mirino di Washington si sta spostando sempre più verso sud, e stavolta il bersaglio è Gibilterra. L’ambasciatore USA all’ONU, Michael Waltz, ha evocato lo stretto come un possibile epicentro di futuri conflitti, in un discorso che suona come un ulteriore avvertimento alla Spagna. “Purtroppo ci saranno conflitti in futuro e il mondo non può permettere che una delle parti cerchi di punire le economie globali per ottenere vantaggi sull’altra”.

Perché il governo di Pedro Sánchez è già nel mirino della Casa Bianca. Le critiche del presidente spagnolo alla strategia bellica statunitense, il rifiuto di alzare la spesa in difesa al 5% del PIL e l’accusa di genocidio contro Israele per Gaza hanno trasformato un tradizionale alleato in un partner scomodo. Così, dopo le minacce di ritirare i circa 5.000 soldati dalle basi di Rota e Morón de la Frontera, ora arriva l’allarme Gibilterra.

Il tempismo non è casuale. Mentre il segretario generale della NATO, Mark Rutte, dichiarava che “i leader europei hanno captato il messaggio” di Washington, lasciando la Spagna fuori dalla lista degli alleati comprensivi, a Madrid cresce la preoccupazione. E non solo per le basi. Il timore è che il progressivo distanziamento con gli Stati Uniti possa incoraggiare le mire del Marocco su Ceuta e Melilla, le due enclavi spagnole nel Nord Africa su cui Rabat reclama sovranità.

Per ora, Donald Trump si limita a un'offensiva verbale. Ma il richiamo a Gibilterra - snodo tra Mediterraneo e Atlantico - è un segnale che non passa inosservato. Gli Stati Uniti hanno lanciato un nuovo avvertimento in stile mafioso?

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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