È tempo di una nuova legge sul controllo delle armi

La strage di Aurora fornisce a Zakaria uno spunto di riflessione sul tema delle armi

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È tempo di una nuova legge sul controllo delle armi

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Il recente intervento di Zakaria su Global Public Square prende le mosse dalla strage avvenuta dieci giorni fa ad Aurora, in Colorado. Durante la prima di un film, il presunto colpevole, James Holmes ha aperto il fuoco contro gli spettatori, uccidendone 12 e ferendone 58. L’episodio ha subito aperto un acceso dibattito sul diritto di possedere armi, garantito dal Secondo Emendamento della Costituzione Americana, e sulle leggi che disciplinano tale possesso.
Diverse analisi dell’accaduto, ci riporta Zakaria, tendono a rintracciare la causa di questo gesto folle nella psicologia dell’omicida, nella devianza del suo comportamento. Un’analisi non condivisa dall’autore che, dati alla mano, rivela come gli Stati Uniti siano il Paese che possiede, in media, più armi ogni 100 persone: ben 70 armi leggere per 100 persone. Al secondo posto lo Yemen con 54, e Paesi come Iraq e Serbia risultano notevolmente staccati in questa infelice graduatoria.
A conti fatti, continua il giornalista, gli Stati Uniti possiedono il 5% della popolazione mondiale e ben il 50% delle armi in circolazione. E, cosa peggiore, non si tratta di una statistica isolata. Negli Stati Uniti  infatti, si registrano circa tre omicidi compiuti con arma da fuoco ogni 100mila persone. Quattro volte più della Svizzera, dieci volte più dell’India e 20 volte più di Inghilterra e Australia.
A prescindere da quale sia l’opinione personale sul diritto di possedere armi e sul controllo di queste, si tratta di dati certamente non lusinghieri per l’America, afferma Zakaria. E l’esistenza di una correlazione tra restrizioni più severe sul controllo delle armi e un minor numero di decessi per arma da fuoco è alla portata di tutti.
Contrariamente, poi, all’opinione degli stessi americani che ritengono il proprio Paese sempre più violento, recenti statistiche dimostrano come la percentuale di crimini violenti sia diminuita del 20%, le aggressioni del 22%, i furti d’auto del 42% e gli omicidi del 13%. Le pistole rappresentano però un’eccezione. Il tasso di omicidi causati da arma da fuoco non è infatti migliorato, rimanendo sui livelli del 2000. Nel frattempo, le lesioni non mortali da arma da fuoco sono addirittura aumentate del 20%, mentre le leggi sono diventate più permissive e il reperimento di armi automatiche più semplice.
Ogni persona ha diritto ad avere una propria opinione sul tema, ma ridurre tutto ad una questione di psicologia equivale a non affrontare il problema, ci dice l’autore. Sfortunatamente, c’è poco da fare per modificare la psicologia tormentata di persone come James Holmes. Quello che occorre invece fare, conclude Zakaria, è rivedere le leggi sul controllo delle armi.

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