Una minaccia attraversa il mondo

Una minaccia attraversa il mondo, le élite mondiali hanno deciso di dare battaglia non solo per le risorse naturali dei paesi, ma anche per l’imposizione totalitaria della propria visione culturale

33377
Una minaccia attraversa il mondo



di Elias Jaua Milano - Ciudad CCS
 

C’è uno schema ricorrente nelle cosiddette ‘resistenze’ che infestano il mondo. Tutte sostengono la supremazia religiosa, razziale o ideologica e tutte sono incoraggiate e finanziate dall’apparto militare-industriale degli Stati Uniti d’America e dai suoi alleati NATO. Così è in Ucraina come in Siria, così è a Charlottesville (USA), come ad Altamira in Venezuela. 

 

Una minaccia attraversa il mondo, le élite mondiali hanno deciso di dare battaglia non solo per le risorse naturali dei paesi, ma anche per l’imposizione totalitaria della propria visione culturale. I suprematisti non tollerano la sfida proposta dai popoli sovrani, che lottano per i propri diritti economici e culturali, compresa la battaglia condotta dal popolo statunitense stesso, a questo proposito. 

 

Proprio come fecero in Europa negli anni '20, '30 e '40 del secolo scorso, l’apparato culturale, finanziario e militare del mondo ha deciso di attivare l'esercito di riserva, il sottoproletariato culturale, in quelle società che hanno deciso di distruggere per fermare l’avanzamento libertario dei popoli. Questo sottoproletariato, organizzato in gruppi paramilitari che eseguono azioni d’odio per portare al fratricidio sociale, che giustifichino l’imposizione di forme di governo assolutiste con il pretesto di un intervento umanitario al fine di preservare la civiltà.

 

A volte la strategia fallisce, come accaduto recentemente nella nostra Patria, e allora devono mostrare la faccia e minacciare in maniera diretta come Trump ha fatto, in maniera ingiustificata e sproporzionata verso il Venezuela. Non meno grave è stato il giro del vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, in diversi paesi dell’America Latina e la complicità della maggioranza dei governi che lo hanno ricevuto. La storia non assolverà queste oligarchie di tirapiedi che hanno favorito l’aggressione di un popolo libero, degno, nobile e pacifico, come quello venezuelano. 

 

Di fronte alla minaccia suprematista, noi venezuelani e venezuelane che amiamo profondamente questa Patria nostra, siamo obbligati a rafforzare l’unione nazionale contro l’interventismo, a promuovere la bellissima spiritualità collettiva che possediamo contro l’inoculazione dell’odio, a superare con maturità strategica le provocazioni e i conflitti sterili, a far prevalere i valori democratici sugli atteggiamenti autoritari, da qualunque parte provengano e a trasformare tutto quello che vi è da trasformare per garantire una vita quotidiana gratificante per tutte e tutti, per sradicare quel brodo di coltura che permette l’emergere del fascismo come fenomeno di massa. 

 

Infine, noi che amiamo la nostra Patria siamo obbligati a garantire l’Indipendenza, la dignità e la pace nazionale, al di sopra di qualsiasi altro interesse subordinato. Come cantava Alí Primera «dobbiamo armarci con la luce per vincere l'oscurità, come ci ha insegnato Gesù».

 

(Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde) 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti