Un'alleanza indissolubile
Usa e Giappone delineano la strategia su Corea del Nord e isole Senkaku
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di Alessandro Bianchi
In un importante vertice tra i due Segretari della Difesa, gli Stati Uniti ed il Giappone hanno rinsaldato la loro alleanza militare ed indicato il futuro dei rapporti dei due paesi in relazione alle minacce comuni nel continente asiatico.
In un importante vertice tra i due Segretari della Difesa, gli Stati Uniti ed il Giappone hanno rinsaldato la loro alleanza militare ed indicato il futuro dei rapporti dei due paesi in relazione alle minacce comuni nel continente asiatico.
Rispetto alle preoccupazioni in relazione alla Corea del Nord ed alle tensioni crescenti del Giappone con la Cina per la sovranità delle isole nel mar cinese meridionale, il leader del Pentagono Chuck Hagel ha ribadito al ministro della Difesa nipponico Itsunori Onodera gli impegni degli Stati Uniti, inclusa la protezione nucleare. Washington ha, d'altro canto, ribadito come sia tuttavia prioritario per il futuro equilibrio nel Pacifico asiatico evitare un conflitto con Pechino e consigliato per questo a Tokyo di ridurre il controllo amministrativo sulle isole.
Il nodo Corea del Nord. Nell'accordo conclusivo, i due paesi hanno ribadito come la loro cooperazione militare sarà mantenuta anche al di fuori della struttura trilaterale richiesta dalla Corea del sud e nella conferenza stampa congiunta tra i due ministri al termine del summit al Pentagono, Hagel ha annunciato come la “deterrenza protettiva degli Stati Uniti verrà estesa ad un ulteriore ombrello nucleare”.
La minaccia più impellente per la stabilità della regione, si legge nel comunicato congiunto dei due paesi, va ricondotta al comportamento provocatorio della Corea del Nord, e per questo, ha precisato Hagel, gli Stati Uniti dispiegheranno un secondo sistema radar di nuova generazione, capace di tracciare la traiettoria dei missile balistici che dovessero aver il Giappone come obiettivo.
Nonostante la retorica della Corea del Nord si sia molto calmata nelle ultime settimane, le minacce per tutto marzo ed aprile del regime di Kim Yong-Un erano arrivate ad indicare come imminente l'inizio di una guerra nucleare contro gli Stati Uniti, in particolare le basi navali militari di Guam e delle Hawaii, ed i suoi alleati asiatici. In relazione a questo cambiamento di Pyongyang, il ministro giapponese Onodera ha però escluso un abbassamento del livello di allerta da parte del suo paese – con le autorità che da marzo hanno dato l'ordine all'esercito di abbattere ogni missile nord coreano che dovesse avvicinarsi al territorio giapponese – in mancanza di informazioni rassicuranti da militari ed intelligence.
La questione delle isole Senkaku e le preoccupazioni americane. Molto diverso l'atteggiamento americano per quel che riguarda la disputa tra il Giappone e la Cina per la sovranità delle isole Senkaku, o Diayou in lingua cinese.
Questi piccoli avamposti nel mar cinese meridionale - molto importanti per la posizione strategica, l'alta pescosità e per essere ricche di materie prime - hanno portato i due colossi asiatici ad intraprendere una guerra commerciale molto pericolosa ed innalzare i toni della contesa a punti tali da far ritenere a molti esperti possibile uno scontro armato, che implicherebbe l'intervento americano a sostegno del Giappone. Da quando Tokyo nel settembre scorso ha acquisito la proprietà delle isole da suoi connazionali a settembre con un gesto chiaramente provocatorio verso la Cina e Taiwan che rivendicano da anni la loro sovranità, Pechino ha iniziato a sfidare l'autorità nipponica nelle acque limitrofe con numerose incursioni di pescherecci e motovodette governative denunciate dalla marina giapponese.
Gli esperti temono che un piccolo incidente non voluto possa determinare un'escalation del conflitto. Sulla questione, il ministro della Difesa americano Hagel ha ribadito come gli Stati Uniti non abbiano ancora preso una posizione precisa sulla sovranità delle isole, ma che riconoscono l'amministrazione giapponese e - elemento più importante per Odinara – che anche questa zona ricada nell'ombrello protettivo e nei trattati di sicurezza americani. Hagel ha poi precisato all'alleato giapponese come Tokyo si debba impegnare ad evitare ogni azione che possa aumentare le tensioni ed evitare fraintendimenti che possano compromettere la stabilità dell'Asia orientale, alimentando tensioni con un partner strategico chiave come la Cina. Sul punto Hagel è stato molto preciso: gli Stati Uniti si oppongono “ad ogni corso unilaterale che voglia minare il controllo amministrativo del Giappone”.
Il ministro della Difesa Giapponese Onodera ha, dal canto suo, ribadito come le isole Senkaku siano territorio inerente per “storia e diritto internazionale” del Giappone, ribadendo la posizione intransigente del partito conservare del primo ministro Shinzo Abe.
Il futuro dell'alleanza militare dei due paesi. I due ministri hanno, infine, annunciato la creazione di una commissione bipartisan per determinare come migliorare l'alleanza in settori chiave come il monitoraggio, la prevenzione dei conflitti e, soprattutto, per determinare come garantire la difesa del iappone con un intervento militare americano ridotto. Su questo ultimo tema, la mole dell'intervento americano a protezione del Giappone, Hagel ha rimarcato come fondamentale punto di riferimento deve essere considerato l'accordo bilaterale stipulato recentemente e che ha previsto la restituzione della sovranità della base aerea americana di Futenma alla prefettura di Okinawa, con l'obiettivo ultimo di mantenere una presenza limitata dell'esercito americano a garantire la sicurezza del paese.
I due capi della Difesa hanno anche affermato come gli Stati Uniti invieranno in Giappone 12 portaerei MV-22 Osprey alla stazione aerea di Iwakuni in estate.

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