Un'intera generazione a rischio: il danno psichico è peggio di quello educativo

12196
Un'intera generazione a rischio: il danno psichico è peggio di quello educativo

di Sara Reginella

 

Molti istituti superiori sono ancora chiusi dopo la decisione presa da numerosi governatori, nonostante le proteste, di mantenere blindate le scuole secondarie di secondo grado, in una logica in cui, nella gestione della pandemia, il diritto allo studio è considerato inferiore del diritto alla salute.

Non è assolutamente chiaro a cosa sia collegata la scelta, dal momento che anche l’Istituto Superiore della Sanità rileva come l’incidenza di focolai in ambito scolastico, sia pari solo al 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale.

L’ISS stesso non suggerisce la chiusura, ma sostiene che la riapertura delle scuole dovrebbe essere il frutto di un compromesso tra le conseguenze epidemiologiche e le esigenze educative.

Le stesse scuole, anziché restare chiuse, dovrebbero dunque essere parte integrante di un sistema efficace e tempestivo di test, tracciamento dei contatti, eventuale isolamento e utilizzo di misure di minimizzazione del rischio di trasmissione del virus come distanziamento, dispositivi di protezione e adeguata ventilazione dei locali.

I docenti, i bambini e i preadolescenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno mostrato nei mesi un impegno costante nell’adesione alle procedure richieste, dall’igienizzazione al distanziamento, fino all’uso di dispositivi di protezione, ma a nulla è valso l’impegno profuso.

Gli istituti scolastici superiori restano chiusi in città in cui, anziché investire sul potenziamento dei trasporti scolastici per la riduzione dei contagi, si è preferito continuare a richiedere sacrifici ad allievi e docenti, logorati da mesi d’isolamento e didattica a distanza.

Il danno culturale è enorme, qualsiasi insegnante valente sa come la didattica online non abbia la stessa efficacia di un approccio in presenza.

Ma oltre al danno educativo, a spaventare è quello psichico prodotto negli adolescenti, un danno che viene continuamente sottovalutato.

Con l’aumento dell’isolamento sociale, i rischi per la salute psicologica si elevano in aree connesse a problematiche quali quelle ansioso-depressive.

Da non sottovalutare, inoltre, il disagio in giovani con disturbi specifici dell’apprendimento, costretti a un tipo d’istruzione assolutamente invalidante e ingiusta anche nei loro confronti.

E così molti adolescenti restano rinchiusi in casa da mesi, spesso in appartamenti angusti, chiassosi, dove nelle poche stanze a disposizione ci si soffoca vicendevolmente tra le esigenze della didattica a distanza e quelle dello smart-working.

I giovani costretti da troppo tempo a tale innaturale stile di vita possono essere più soggetti anche allo sviluppo di problematiche connesse all’abuso tecnologico.

Le passioni che rivitalizzavano all’interno di contesti sportivi, ricreativi, artistici e legati all’espressione di talenti non sono alimentate e si resta soli, davanti a un monitor, per troppe ore in una vita dalle connotazioni alienanti.

Il prevalere del mondo virtuale sulla vita reale frammenta, rende soli.

L’overdose tecnologica è a discapito di relazioni e della condivisione della cultura.

Attualmente viviamo un’esistenza mortifera quasi completamente regolamentata e mediata dal web, in cui si è sempre più isolati e in cui, purché non si tocchino mai gli interessi delle grandi produzioni, si può anche morire.

Se si continuerà così, il mondo che conosciamo, col tempo, sarà sempre più costituito da automi spersonalizzati e incapaci di socializzare, perché scuole, cinema, teatri, musei, palestre e in generale i luoghi di socializzazione, sono i più colpiti dalla pessima gestione della pandemia.

Va detto che esistono dei responsabili di questo disastro.

Tra essi vi sono coloro che hanno fatto ingerenza nella gestione dell’emergenza pandemica dai primi stadi.

Mentre in Cina, nell’immediato, un sistema organizzativo centralizzato e rigoroso rispendeva virtuosamente alla pandemia con un lockdown severissimo, ma che ha portato i suoi frutti, nel nostro paese si lasciava che la grande industria dettasse le folli “regole di convivenza” col virus e anziché testare, tracciare e curare come si è fatto in Cina, con un investimento cospicuo nel settore sanitario, in Italia si perdeva la possibilità di identificare e bloccare i primi focolai in regioni come la Lombardia, dove la vita è andata avanti fino alla tragedia dei contagi.

Il virus è reale, ma la gestione della pandemia è dettata dall’insensibilità e dall’avidità, caratteristiche proprie dei sistemi neoliberisti in cui viviamo, sistemi che non investiranno mai nell’istruzione, nella socialità, nella sanità o nella cultura.

No.

Perché questi sistemi non si basano sulla vita, si basano sulla morte: e che si muoia pure interiormente, purché si produca e purché si consumi.

Dunque si continuerà a perire, ma non solo di sindromi respiratorie.

Stanno uccidendo i sogni di un intero popolo, partendo dai più giovani.

Occorre rovesciare questo sistema economico o l’arte, la cultura, la socialità, la giustizia sociale e più in generale la vita, saranno solo un ricordo in esistenze di morte.

Sara Reginella

Sara Reginella

Sara Reginella, psicologa e psicoterapeuta, autrice e documentarista, è testimone del conflitto ucraino dalle sue origini, avendo partecipato a quattro spedizioni nell'arco di otto anni. Dal 2015 è stata attiva in campo documentaristico. È autrice del saggio "Le guerre che ti vendono" (Edizioni Dedalo), oltre che dei reportage narrativi "Il fronte degli invisibili" e "Donbass. La guerra fantasma nel cuore d'Europa" (Exorma Edizioni).

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Come una Ursula qualunque... Come una Ursula qualunque...

Come una Ursula qualunque...

La (vera) genesi del conflitto in Ucraina (VIDEO) di Loretta Napoleoni La (vera) genesi del conflitto in Ucraina (VIDEO)

La (vera) genesi del conflitto in Ucraina (VIDEO)

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West di Raffaella Milandri Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria di Geraldina Colotti La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

La Dottrina Monroe nell'era della pirateria

Note a pie di pagina su Atreju di Alessandro Mariani Note a pie di pagina su Atreju

Note a pie di pagina su Atreju

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

DELENDA EST di Gilberto Trombetta DELENDA EST

DELENDA EST

Paradossi della società italiana di Michele Blanco Paradossi della società italiana

Paradossi della società italiana

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra di Giorgio Cremaschi ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

ANPI, Napoli e il doppio standard di guerra

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti