Veicoli elettrici dalla Cina. La durissima risposta di Pechino all'indagine" UE
Unione Europea contro Cina nell’ambito dei cosiddetti veicoli a energia nuova (NEV). Bruxelles ha deciso di avviare un'indagine anti-sovvenzioni sulle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina. La Cina, attraverso il suo Ministero del Commercio (MOFCOM), ha espresso un forte dissenso nei confronti di questa mossa, sostenendo che mancano prove sufficienti e che essa violi le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).
Il MOFCOM cinese ha esternato la sua opposizione a questa decisione dell'UE, affermando che l'indagine è basata su posizioni soggettive e non è supportata da prove concrete. La Cina sostiene che l'UE abbia richiesto negoziati con un preavviso estremamente breve e non abbia fornito materiali efficaci per tali trattative, danneggiando gravemente gli interessi cinesi.
Pechino ha anche sottolineato che, durante il 10° Dialogo Economico e Commerciale ad alto livello tra la Cina e l'UE tenutosi a settembre, ha chiaramente dichiarato che l'indagine proposta dall'UE è un evidente misura di protezionismo e mira a tutelare l'industria dell'UE sotto l'apparenza di "commercio equo". La Cina ritiene che tali azioni avranno conseguenze negative sul commercio e sulle relazioni economiche tra Cina ed UE.
Il MOFCOM ha esortato l'UE a esercitare cautela nell'applicare misure di difesa commerciale e a considerare il quadro generale per mantenere la stabilità delle catene industriali e di fornitura globali, nonché il partenariato strategico globale Cina-UE.
Un altro punto importante sollevato dalla Cina è l'importanza della cooperazione nell'industria delle energie rinnovabili. La Cina sottolinea che l'UE dovrebbe incoraggiare una cooperazione più profonda nell'industria delle nuove energie, con i veicoli elettrici come uno dei punti focali, per creare un ambiente di mercato equo, non discriminatorio e prevedibile per lo sviluppo comune dell'industria sino-europea dei veicoli elettrici.
Va notato che l'industria cinese dei veicoli elettrici ha registrato una crescita rapida negli ultimi anni, grazie all'innovazione tecnologica costante e allo sviluppo di una catena industriale e di fornitura completa. I veicoli elettrici cinesi sono diventati sempre più popolari tra i consumatori europei, rappresentando il 6% delle vendite totali di veicoli elettrici in Europa nel 2022, in aumento rispetto al 4% del 2021.
L'Associazione Cinese dei Costruttori di Automobili (CAAM) ha espresso un'opposizione decisa alla decisione dell'UE. Essa sottolinea che il mercato cinese dei veicoli elettrici è un mercato estremamente competitivo, non sostenuto e protetto da sovvenzioni. Pertanto, ritiene che la decisione dell'UE di avviare l'indagine costituisca un evidente atto di protezionismo che ostacolerà lo sviluppo globale dell'industria dei veicoli elettrici e minaccerà il processo di neutralizzazione del carbonio a livello globale.
La CAAM fa notare che l'industria automobilistica cinese ed europea sono partner, non rivali, e lo sviluppo di tale industria richiede una competizione leale, non il protezionismo.
Cui Dongshu - secondo quanto riporta China Daily - segretario generale della China Passenger Car Association, ha dichiarato che l'UE dovrebbe avere una visione obiettiva dello sviluppo dell'industria cinese dei veicoli elettrici invece di utilizzare strumenti economici e commerciali unilaterali, che ostacolano la crescita del segmento e aumentano i costi operativi dei veicoli elettrici cinesi nel mercato europeo.
Cui si oppone fermamente all'indagine antisovvenzioni dell'UE, sottolineando che le esportazioni cinesi di NEV stanno crescendo rapidamente grazie a una catena industriale altamente competitiva e a una sufficiente concorrenza di mercato, e non a causa dei cosiddetti "sussidi governativi".
Inoltre, questa disputa può avere conseguenze a lungo termine anche per le aziende europee operanti in Cina, poiché potrebbe influenzare negativamente le importazioni europee di veicoli elettrici dalla Cina.
L'atto unilaterale dell'Unione Europea nell'avviare un'indagine anti-sovvenzioni sulle importazioni di veicoli elettrici dalla Cina sembra rappresentare una mossa che va al di là delle questioni commerciali. È difficile non vedere questa decisione come un ulteriore passo nella direzione di un allontanamento da Pechino, nonostante una cooperazione proficua con la Cina sia nel migliore interesse dell'Unione Europea.
È innegabile che l'UE abbia affrontato una serie di sfide negli ultimi anni, tra cui le masochistiche politiche anti-russe adottate da Bruxelles, che hanno avuto un impatto significativo sulle dinamiche geopolitiche ed economiche del blocco europeo sempre più in crisi. In questo contesto, una collaborazione solida con la Cina potrebbe rappresentare una via per garantire stabilità economica e una presenza globale più forte.
Tuttavia, la decisione di avviare questa indagine suggerisce una certa tensione nelle relazioni tra l'UE e la Cina, che va al di là delle considerazioni commerciali. È fondamentale che le due parti mantengano un dialogo aperto e cercano soluzioni che bilancino i loro interessi divergenti, senza compromettere la possibilità di collaborare su questioni di interesse globale.
In un momento in cui la cooperazione internazionale è essenziale per affrontare le sfide globali, è importante che l'Unione Europea rifletta attentamente sulle implicazioni delle sue azioni e cerchi di promuovere un clima di dialogo e comprensione reciproca come auspicato dalla Cina.

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