Venezuela, il PSUV si rinnova cercando le proprie radici
Maduro ha proposto alla direzione nazionale che nella struttura del partito si formi una commissione permanente per la difesa e la trasmissione della storia della rivoluzione bolivariana
di Geraldina Colotti
Un congresso “a porte aperte”. Così il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha definito quello in corso a Caracas: il quarto Congresso del Partito Socialista Unido del Venezuela (PSUV), il partito più grande dell'America Latina, di cui è presidente. Un congresso “di svolta”, che ha luogo in un delicato momento di passaggio, sia a livello nazionale che continentale, e nella crescente aggressività imperialista, resa più acuta dal dispiegarsi della crisi sistemica del capitalismo.
La leadership chavista lavora a un profondo piano di riordino della società venezuelana per riprendere il controllo dell'economia e della produzione nazionale: con l'ambizioso obiettivo di “superare la dipendenza dal petrolio”, e con il fermo proposito di aggirare le sanzioni imposte dagli Usa e dalla Ue. In questo senso muovono le misure monetarie annunciate dal presidente, che partiranno dal 20 agosto, ma di cui si discuterà durante il congresso. Per sottolineare la grande importanza del PSUV nella ristrutturazione generale del socialismo bolivariano, la discussione del congresso si estenderà per almeno un mese.
L'economia e l'organizzazione del partito sono due punti centrali del dibattito, sui complessivi 7 che vengono discussi in base a quattro documenti presentati dai presidenti delle commissioni. La relazione iniziale del presidente ha tracciato il quadro generale, entrando nel merito di alcuni punti dolenti su cui il paese discute: dalla corruzione all'inflazione, dalla burocrazia al rapporto con i partiti alleati.
Maduro ha anche proposto alla direzione nazionale che nella struttura del partito si formi una commissione permanente per la difesa e la trasmissione della storia della rivoluzione bolivariana. Al proposito ne ha ripercorso gli antecedenti e le principali tappe, inquadrandole nella storia del Grande Novecento, il secolo delle rivoluzioni.
Come già aveva fatto il vicepresidente del PSUV, Diosdado Cabello, ha reso onore ai guerriglieri che, durante la IV Repubblica hanno combattuto a più riprese le “democrazie camuffate” nate dal Patto di Puntofijo, da cui vennero esclusi i comunisti. Una generazione di quadri che ha pagato un duro prezzo, cercando di conquistare con le armi quel che poi riuscirà a raggiungere con il voto, sotto la direzione di Hugo Chavez.
La rivendicazione di quella lotta e dei principi del socialismo, rinnovati nel presente, restano un punto di forza per un partito che ha saputo vincere senza tagliarsi le radici, e che fa del bilancio un elemento forte di ricostruzione.

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