Voluntad Popular evoca le 'guarimbas' come nuova tappa dell'agenda golpista in Venezuela
Due anni dopo i tragici eventi del 2014 l'opposizione si conferma incline alla violenza e all'eversione
Lupus mutat pilum non mentem, recita un motto latino da cui è poi derivato il proverbio 'il lupo perde il pelo ma non il vizio'. Un vecchio adagio che trova conferme nelle reiterate intenzioni golpiste del partito Voluntad Popular.
A due anni dalle tristemente note 'guarimbas', Freddy Guevara, membro dell'Assemblea Nazionale ed esponente del partito di Leopoldo López, condannato per i fatti violenti del 2014 che causarono la morte di 43 persone, ha paventato nuovamente lo spettro delle guarimbas come nuova fase dell'agenda golpista che l'opposizione porta avanti.
«Ci attiveremo nelle strade», ha dichiarato l'esponente di Voluntad Popular da Plaza Brión de Chacaíto, a Caracas, la stessa piazza da dove il 2 febbraio del 2014, Leopoldo López, incitava al rovesciamento del legittimo governo guidato dal presidente Nicolás Maduro, attraverso azioni di strada.
Guevara ha inoltre ribadito che la destra intende utilizzare la piazza come strumento per fare «pressione» e «ottenere il cambiamento» che proclama. Esasperare gli animi e inasprire le piazze sino ad arrivare alla violenza, questa il sentiero apertamente golpista che intende seguire l'estrema destra evenzuelana.
L'agenzia di stampa Avn ricorda che le 'guarimbas', nel 2014, servirono nell'ambito del piano golpista 'La Salida' a creare uno scenario di violenza, azioni fasciste, vandalismo e assassinii, miranti a provocare il rovesciamento del legittimo governo. Il bilancio fu tragico: 43 morti e oltre 800 feriti. A tal proposito è possibile leggere la ricostruzione fatta da Telesur a due anni dai drammatici eventi.
«Non esiste una via facile. La strada ha spine (…) Ci saranno spine in questa tappa finale», questa la minaccia finale del deputato di Voluntad Popular.

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