Voucher, Banche e Musei: PD, il partito della truffa

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Voucher, Banche e Musei: PD, il partito della truffa

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di Giorgio Cremaschi


Il PD ed il governo vogliono reintrodurre i voucher inserendoli nella manovrina che la UE ha voluto e approvato. Il 28 maggio avremmo dovuto votare nel referendum promosso dalla Cgil. PD e governo hanno cancellato quello strumento di legalizzazione dello schiavismo per evitare il voto. Ora che non si vota più, sfacciatamente i voucher vengono riproposti, esattamente nello stesso modo e con le stesse motivazioni con le quali erano stati a suo tempo varati dal governo Berlusconi. Non c'è altro che la parola truffa per definire questo comportamento del PD e del governo. Truffa ai danni del lavoro, del popolo italiano, della democrazia. 



Il ministro della cultura - anche questo ci tocca - Franceschini ha nominato manager stranieri a guida di musei pubblici italiani. Ora il TAR afferma che non lo poteva fare, perché nella pubblica amministrazione c'era già chi fosse in grado di coprire quei ruoli. Invece che vergognarsi della sua ignoranza e incapacità e chiedere scusa, il ministro rivendica la sua illegalità, con la grande stampa che oltrepassa la barriera del ridicolo nel sostenerlo. 
 La ministra Boschi ha minacciato querele random per ciò che ha affermato De Bortoli su di lei e Banca Etruria. Ora però che di quello scandalo si parla meno le querele sono scomparse, vuoi mica che dai giudici venga fuori la verità? 

A proposito della verità sulle banche, Matteo Renzi aveva affermato che non vedeva l'ora che iniziasse i suoi lavori la commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche. Comprendendo al volo il suo vero messaggio, i deputati del PD hanno subito provveduto, con il loro voto, a rinviare alle calende greche l'avvio dei lavori della commissione.

Potrebbe continuare un bel po' l'elenco delle falsità, degli imbrogli, delle truffe e illegalità rivendicate dai renziani con arroganza come buon governo. Ci fermiamo qui per oggi, perché la sostanza è comunque sempre la stessa: ciò che i dirigenti PD pensano non è ciò che dicono e ciò che dicono non è ciò che fanno. Sono oramai truffa politica allo stato puro e il solo punto interrogativo è per quanto tempo potranno ancora sfacciatamente ed impunemente imbrogliare.

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