"L'assenza della Cina: spiacevole ed un grande peccato", il capo di gabinetto giapponese Yoshihide Suga
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Il Giappone ha espresso il suo “disappunto” martedì verso la decisione della Cina di non mandare nessun suo rappresentante alla cerimonia di commemorazione del secondo anniversario dello tsunami e terremoto, da cui è derivato il disastro nucleare di Fukushima. Si tratta dell'ultimo segnale di deterioramento delle relazioni dei due colossi asiatici, arrivato ad un punto di quasi rottura recentemente sulla disputa di sovranità delle isole Senkaku nel mar cinese meridionale.
La decisione di Pechino, motivata da una nota del ministero degli esteri cinese, è dipesa dalla presenza di Taiwan con propri rappresentanti diplomatici. Tokyo ha motivato la presenza della regione autonoma cinese con il grande aiuto e supporto economico ricevuto da Taiwan per la ricostruzione delle aree più colpite. Nel primo anniversario, il governo di Yoshihiko Noda l'aveva al contrario esclusi dalla lista degli stati rappresentati. Suga ha anche chiarito come nessun rappresentante della Corea del Sud fosse presente alla cerimonia, ma che Seul aveva giustificato per tempo l'assenza. Il Giappone e la Corea del Sud hanno una controversia similare sul possesso di alcune isole.


