La risposta di Putin all'euro-dollarizzazione del mondo: un'unione monetaria con Bielorussia e Kazakistan

Mentre il presidente russo prosegue la sua campagna di rafforzamento, il vice ministro economico Likhachev lo avverte dai rischi

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La risposta di Putin all'euro-dollarizzazione del mondo: un'unione monetaria con Bielorussia e Kazakistan


di Simone Nastasi

Se gli occidentali continuano a vederlo oramai come un animale ferito in procinto di essere, politicamente, ammazzato il presidente russo Wladimir Putin, agli occhi del resto del mondo, appare invece come un orso dalla pelle dura, difficile da cacciare. Che proprio quando sembra in preda ai suoi cacciatori, reagisce con la zampata in grado di allontanarli. Quanto questa ultima zampata sia in grado di allontanare coloro che vorrebbero la Russia economicamente in ginocchio e Putin politicamente in pensione, sarà il tempo a stabilirlo. Intanto l’ultima notizia che arriva dal sito Russia Today  rivela che Putin è vivo e vegeto e soprattutto gravido di idee.  Dopo aver avviato l’Unione Euroasiatica che formalmente ha preso il via il 1 gennaio scorso, e che suona come una risposta forte e chiara alle unioni politico-militari di matrice occidentale, come la Nato o l’Unione Europea,  adesso il presidente russo, vorrebbe promuovere anche un’unione monetaria tra i Paesi geograficamente e politicamente più vicini al Cremlino, cioè la Bielorussia e il Kazakistan che sono già membri dell’Unione Eurosiatica. Durante l’ultimo incontro avvenuto nella giornata di venerdi ad Astana con i presidente bielorusso e kazako proprio Putin avrebbe dichiarato, come riportato da RT, che “sono maturi i tempi per un’unione monetaria tra i nostri Paesi nel futuro”. Dunque una sorta di ritorno al passato quando il rublo non era soltanto la moneta russa ma una moneta unica, in circolazione nei Paesi dell’Unione Sovietica. 
 
 Dopo gli attacchi al rublo subiti negli ultimi mesi,  nonostante i progressi dell’ultima settimana in cui la moneta russa come riportato da Investire Oggi, ha registrato un apprezzamento rispetto al dollaro del 2,7%, Putin deve aver capito che anche dal punto di vista monetario, contro gli attacchi speculativi della finanza internazionale, l’unione farebbe evidentemente la forza dei Paesi che vi prenderebbero parte.  La proposta di Putin è stata confermata anche dal vice ministro russo allo Sviluppo Economico Aleksey Lickhachev il quale, dopo aver suggerito alla nascitura unione monetaria di procedere “passo dopo passo esattamente come fatto dai Paesi dell’Unione Europea ” avrebbe tuttavia avvertito anche dei rischi, e da questo punto di vista ne sanno qualcosa i Paesi euro mediterranei che un’unione monetaria, insieme a tutti i vantaggi potrebbe portarsi dietro. Tra i quali Lickhachev ha individuato “l’assenza di controlli nazionali” e “la minima fluttuazione dei tassi di cambio tra le monete” che come precisato dallo stesso vice ministro domani potrebbero anche aumentare, dato che Stati come il Kyrgystan potrebbero unirsi da subito facendo già parte dell’Unione Euroasiatica.  L’idea di Putin è quella di presentarsi come un attore in grado di rappresentare un’alternativa politica, economica e monetaria nello scacchiere delle relazioni internazionali e dare scacco matto agli Stati Uniti e all’Unione Europea.

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