"Il nuovo progetto Manhattan". La bomba atomica finanziaria che gli Usa lanceranno contro la Russia

"La resa dei conti è molto più pericolosa di quello che si crede. Per entrambe le parti"

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"Il nuovo progetto Manhattan". La bomba atomica finanziaria che gli Usa lanceranno contro la Russia

 
“La resa dei conti della finanza americana con la Russia è molto più pericolosa di quello che si crede. Per entrambe le parti”. Scrive Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph del 16 aprile scorso.
 
Il Tesoro americano deve infatti combattere contro il maggior produttore mondiale di energia, con un fatturato da duemila miliardi di dollari, con degli scienziati eccellenti ed un arsenale nucleare di prim'ordine. Ma, prosegue Pritchard citando un'importante intervista rilasciatagli da Juan Zarate, il responsabile del Tesoro e della Casa Bianca che ha contribuito a ridisegnare la politica dopo l'11 settembre, gli Stati Uniti hanno costruito una bomba al neutrone finanziario. Negli ultimi 12 anni hanno affidato ad un dipartimento di elite del Tesoro Usa il compito di affilare gli strumenti per una guerra economica, progettando come mettere la Russia in ginocchio senza sparare un colpo. Questa strategia si basa sul controllo egemonico del sistema bancario globale, sostenuto da una rete di alleati e da una serie di paesi neutrali che, pur se con riluttanza, devono collaborare. È il "Progetto Manhattan" dei primi anni del 21º secolo. "È un nuovo tipo di guerra, una specie di insurrezione finanziaria strisciante, con l'intento di incidere sulla linfa vitale finanziaria dei nostri nemici, senza precedenti per portata ed efficacia", ha sostenuto Zarate-


Juan Zarate
 
L'arma invisibile, prosegue il columnist del Telegraph, è una "lettera scarlatta" creata attraverso il Cap. 311 del Patriot Act USA, che prevede che se una banca non rispetti le norme previste – ad esempio riciclaggio di denaro, sovvenzione ad attività terroristiche o di reati collaterali – diventi "radioattiva", ed entra in una specie di "abbraccio mortale di un boa" come ammette lo stesso Zarate. Si tratta della sua condanna a morte, anche se il creditore non svolge nessuna operazione negli Stati Uniti, dato che le banche europee non hanno il coraggio di sfidare le autorità di regolamentazione USA e rompono tutti i loro rapporti con la vittima. 
 
Sia che siamo pro o contro questo programma, un dato deve essere chiaro a tutti ricorda Ambrose Evans-Pritchard: “Vivremmo in un mondo diverso, dove la S&P 500 si dimenticherà di vedere il suo titolo commercializzato a Wall Street a un valore che possa avvicinarsi a 1.850”.
 
E' vero che la Russia non ha più il potere di una volta e questo lo possiamo vedere da questi grafici di Sberbank che confrontano il rapporto economico con la Cina e l'Europa .


 
Ma questa non è un'altra guerra fredda. Non c'è nessun equilibrio tra Russia e Occidente, e nessuna ideologia mistica da contrapporre. La Russia ha 470 miliardi di dollari di riserve estere - ma sono già diminuite di 35 miliardi dall'inizio della crisi - e Mosca non può depredare tutte le sue riserve se non a costo di aggravare una grave recessione già in atto: il Ministro delle Finanze Anton Siluanov ha sostenuto che la crescita sarà pari a zero quest'anno, ma per la Banca Mondiale sarà -1.8%, mentre per Danske Banks addirittura -4%. Inoltre, Putin non può contare su alleati globali per aiutarlo a superare la crisi. Solo Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Bielorussia, Corea del Nord, Siria, Sudan,Zimbabwe e Armenia sono allineate con Putin alle Nazioni Unite quando si è parlato di Crimea, una cosa veramente irrilevante.
 
Il rischio maggiore è sicuramente quella che Evans-Pritchard definisce una replica "asimmetrica" dal Cremlino. Gli esperti russi di guerra-cibernetica sono tra i migliori al mondo e hanno dato un saggio delle loro qualità nel 2007 contro l'Estonia e anche il blackout di un sistema idrico dell'Illinois nel 2011 è stato attribuito a fonti russe. Non sappiamo se la US Homeland Security possa essere in grado di contrastare un  attacco in piena regola che preveda un "blocco-dei-servizi" alle reti elettriche, ai sistemi idrici, al controllo del traffico aereo, o peggio ancora al ​​New York Stock Exchange. "Se scoppiasse una guerra cibernetica oggi, gli Stati Uniti perderebbero. Siamo semplicemente un paese molto dipendente e vulnerabile", disse il Capo del Servizio di Spionaggio USA Mike McConnell nel 2010. E il segretario alla difesa statunitense Leon Panetta parlò di un possibile cyber-attack tipo Pearl-Harbour nel 2012: "Potrebbero bloccare la rete elettrica di vaste zone del paese. Potrebbero far deragliare treni passeggeri o, ancor più pericolosamente, far deragliare treni passeggeri carichi di sostanze chimiche letali o potrebbero contaminare la fornitura di acqua nelle grandi città ". Una battuta esagerata per chiedere più fondi al Congresso? Vedremo. 


 
Le sanzioni, conclude il Columnist del Telegraph, sono vecchie come il mondo, così come le lezioni salutari. Pericle cercò di spaventare la città-stato di Megara nel 432 a.C. bloccando tutti i suoi commerci con i mercati dell'impero ateniese e cominciarono così le guerre del Peloponneso che portarono la fanteria oplita di Sparta ad abbattersi su Atene e distruggere tutto. Il sistema economico della Grecia cadde in rovina e in balia della Persia. Questo fu un assaggio di asimmetria.
 
Per una traduzione completa dell'articolo si rimanda e si ringrazia Come don Chisciotte

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