Angola: Il Partito di opposizione minaccia proteste di piazza

Sono state riscontrate irregolarità nelle procedure pre – elettorali

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Angola: Il Partito di opposizione minaccia proteste di piazza

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Il  principale partito d’opposizione “Unione Nazionale per l’Indipendenza dell’Angola” (UNITA) ha minacciato proteste di piazza qualora il Comitato Nazionale Elettorale (CNE) non correggerà le irregolarità riscontrare nei lavori preparatori alle elezioni parlamentari in programma il 31 agosto. 
Isaias Samakuva , leader di UNITA ha infatti espresso preoccupazioni in merito alla legalità della compilazione dei registri elettorali e delle operazioni di scrutinio. Aspetti logistici che però, sostiene Samakuva, sono fondamentali all’esercizio democratico del voto e che lui stesso aveva già provveduto, invano, a denunciare al Comitato. 
Alle elezioni prenderanno parte, oltre all’UNITA, il partito del Presidente Jose Eduardo Dos Santos, “Movimento popolare per la liberazione dell’Angola” , (MPLA), il “Fronte di liberazione nazionale dell’Angola”(FNLA), il “Partito per il rinnovamento sociale” (PRS), “Nuova Democrazia” (ND) e quattro coalizionI, tra le quali “ Ampia alleanza per la salvezza dell’Angola”. 
Si tratta in tutto di nove formazioni politiche ammesse alla competizione da una nota della Corte Costituzionale angolana  diffusa ad inizio mese.
Il presidente Dos Santos, al potere da 32 anni, ha assicurato che si tratterà di un voto libero e trasparente. Nelle precedenti elezioni del 2008 il suo partito, MPLA, ha ottenuto una maggioranza dell’82% dei voti, monopolizzando da allora tutta la vita politica angolana oltre che i mezzi di comunicazione.
Il Presidente è stato a lungo criticato per aver sottratto il suo operato a qualunque forma di controllo pubblico anche grazie ad  nuova Costituzione, adottata nel 2010, che elimina l’elezione diretta del Presidente, introducendo un meccanismo per cui  Capo dello Stato diviene il leader del partito che riesce ad ottenere più voti. Nel 2011 movimenti giovanili e veterani di guerra hanno più volte accusato il Governo di corruzione, cattiva gestione dei proventi petroliferi, di una non equa ripartizione della ricchezza e del mancato rispetto dei diritti umani
Le elezioni saranno il secondo scrutinio elettorale dalla conclusione della guerra civile e il terzo dall’indipendenza del 1975.

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