Angola: Vittoria del Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola
Josè Eduardo Dos Santos confermato alla carica di Presidente
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I risultati diffusi dalla Commissione Elettorale Nazionale hanno confermato la vittoria del Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (MPLA), guidato da Josè Eduardo Dos Santos, alle elezioni generali per il rinnovo dei 220 membri del’Assemblea Nazionale tenutesi il 31 agosto. La vittoria del MPLA conferma Dos Santos al vertice dello Stato africano, così come previsto dalla riforma costituzionale del 2010 che elimina l’elezione diretta del Presidente, introducendo un meccanismo per cui Capo dello Stato diviene il leader del partito che riesce ad ottenere più voti. Dos Santos è al potere dal 1979. Il principale partito di opposizione, Unione Nazionale per l’Indipendenza dell’Angola, UNITA, ha ottenuto meno del 20% dei voti mentre il partito CASA – CE, fondato lo scorso marzo e che raccoglie alcuni esponenti di quei movimenti giovanili e di veterani di guerra che nel 2011 hanno più volte accusato il Governo di corruzione, cattiva gestione dei proventi petroliferi, di una non equa ripartizione della ricchezza e del mancato rispetto dei diritti umani, ha raccolto circa il 6% delle preferenze.
Le elezioni sono state il secondo scrutinio elettorale dalla conclusione della guerra civile e il terzo dall’indipendenza del 1975. Nelle precedenti elezioni del 2008 il MPLA ha ottenuto una maggioranza dell’82% dei voti, monopolizzando da allora tutta la vita politica angolana oltre che i mezzi di comunicazione.
Nonostante le accuse di frode e irregolarità da parte del leader di UNITA, Isaias Samakuva, il Presidente degli Osservatori dell’Unione africana, Pedro Pires, ha giudicato le elezioni "libere, giuste, trasparenti, credibili e realizzate nel rispetto dei principi di elezioni democratiche in Africa". Ha però suggerito di migliorare l’accesso dei candidati ai mezzi di informazione e le procedure di accreditamento degli osservatori. Già prima delle elezioni Samakuya aveva espresso preoccupazioni in merito alla legalità della compilazione dei registri elettorali e delle operazioni di scrutinio e alla mancanza di trasparenza per i ritardi nella pubblicazione delle liste elettorali. Aspetti logistici che però, sostiene Samakuva, sono fondamentali all’esercizio democratico del voto e che lui stesso aveva già provveduto, invano, a denunciare al Comitato.

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